Come progettare un nemico adorabile

Ognuno di noi ha un nemico particolare da sconfiggere: la noia, la paura, l’università, il giudizio degli altri. E in un romanzo il protagonista fa esattamente questo dall’inizio alla fine della storia. 

Un qualcosa o qualcuno agisce sulla vita dell’eroe, portando alla luce problemi irrisolti e debolezze, seminando zizzania e alzando ostacoli all’apparenza insormontabili. Il protagonista è chiamato a combattere il suo nemico e ad uscirne vincitore.

Ma come si progetta il nemico? Quali possono essere i metodi pratici e immediati che puoi prendere come punto di partenza per creare il nemico della tua storia?

Di seguito ti ho riportato alcuni spunti di riflessioni concreti e qualche esempio da cui potrai trarre ispirazione fin da subito.

nemico

3 principi del nostro nemico di tutti i giorni

Prima di arrivare a parlare delle varie tipologie di nemico nella narrativa, voglio raccontarti qual è stata la scintilla che mi ha fatto riflettere su tutta questa interessante questione della progettazione del nemico.

Qualche tempo fa stavo leggendo un intervento che Umberto Eco fece all’Università di Bologna nel 2008. Le sue parole sono state trascritte ed inserite sotto l’ambito politico, ma io trovo che abbiano un immenso valore per chi si accinge a costruire un antagonista in narrativa.

“Anni fa a New York sono capitato con un tassista dal nome di difficile decifrazione e mi ha chiarito che era pakistano. Mi ha chiesto da dove venivo e gli ho detto dall’Italia. Mi ha chiesto quanti siamo ed è stato colpito che fossimo così pochi e che la nostra lingua non fosse l’inglese. Infine mi ha chiesto quali sono i nostri nemici. Al mio “Prego?” ha chiarito pazientemente che voleva sapere con quali popoli fossimo da secoli in guerra per rivendicazioni territoriali, odi etnici, continue violazioni di confine e così via. Gli ho detto che non siamo in guerra con nessuno. Pazientemente mi ha spiegato che voleva sapere quali sono i nostri avversari storici, quelli che loro ammazzano noi e noi ammazziamo loro. Gli ho ripetuto che non ne abbiamo, che l’ultima guerra l’abbiamo fatta più di mezzo secolo fa, e tra l’altro iniziandola con un nemico e finendola con un altro. Non era soddisfatto. Come è possibile che ci sia un popolo che non ha nemici?”

(Umberto Eco, Costruire il nemico e altri scritti occasionali)

Questo curioso aneddoto – spiega Eco – serve a farci capire quanto sia importante nella società contemporanea la percezione del nemico.

I motivi principali di tale importanza sono tre e tutti possono essere anche ottimi punti di partenza per progettare, nella tua storia, un nemico alquanto verosimile.

Il nemico:

1. Definisce la nostra identità;

2. Ci procura un ostacolo per misurare le nostre reali forze;

3. Ci permette di affrontare le nostre paure, superandole.

Naturalmente a noi non interessa il nemico in relazione a una società/cultura, ma nella progettazione narrativa. Tutte le storie hanno un nemico. Pensa ai romanzi, ai film, alle opere teatrali, ai fumetti o alle serie tv: tutti presentano almeno un antagonista. E personalmente è proprio l’antagonista a conquistarmi per primo in una buona storia.


Il nemico assomiglia al protagonista

Ognuno di noi ad un certo punto ha avuto un guizzo, un’idea vincente per una bella storia, per un romanzo originale. Non so come tu sia abituato a progettare i tuoi romanzi, ma molti scrittori partono dalla creazione dei personaggi. L’aspetto più importante di cui devi tenere conto è che il protagonista e l’antagonista devono assomigliarsi.

Un antagonista per essere convincente deve essere messo in relazione con il contesto e con la missione dell’eroe della tua storia.

Pensa alla storia di Batman. È uno dei pochi supereroi dei fumetti a non aver avuto nessuna mutazione genetica. Sappiamo che è un milionario e che, grazie ai suoi soldi e a Lucius Fox, riesce con una serie di invenzioni a rendere il suo corpo mortale più difficile da ferire. Batman è un eroe solitario, armato di vendetta e di desiderio di redenzione per Gotham.

Passiamo ora ad analizzare i suoi nemici. Sono immortali o indistruttibili? No.

Un nemico, per essere credibile, deve essere costruito sul modello del protagonista.

I nemici di Batman sono per lo più personaggi che agiscono e procurano il male con la violenza e con il cervello.

Pinguino è il boss della malavita locale; Nygma è un delinquente tutto indovinelli e piani diabolici; Due Facce è la quintessenza della città di Gotham, la faccia sana rappresenta quello che la città potrebbe essere se le cose cambiassero; mentre quella martoriata dal vetriolo è la rappresentazione più vivida di come è in realtà.

L’antagonista deve avere un qualcosa di vulnerabile, un punto segreto in cui poter essere colpito, altrimenti si rischia di dare vita a uno scontro impari, privo di tensione e di conflitto.


Il nemico sfida il protagonista

Il nemico ideale è quello che appare al cospetto del protagonista e lo sfida di continuo.

Pensa al Professor Moriarty: è l’antagonista per eccellenza di Sherlock Holmes, che lo definisce come “il Napoleone del crimine” in uno dei suoi dialoghi con Watson.

Arthur Conan Doyle ha creato un nemico calibrato sulle doti migliori del suo protagonista: Sherlock, tutto intelligenza, spirito analitico e scientifico, si trova a combattere contro il progettista del crimine per eccellenza, che non solo è molto intelligente ma è anche un professore di matematica, per cui possiede le stesse facoltà e modalità di ragionamento di Sherlock.

I loro duelli a colpi di anticipazione e reazione sono favolosi. Il lettore rimane avvinto e incollato alla pagina mentre cerca di capire come una mente raffinata come Sherlock possa cavarsela anche quella volta, contro quel nemico che gli assomiglia così tanto.

Il nemico non deve essere del tutto malvagio o dannoso.

Il Professor Moriarty non è un personaggio offerto nei minimi dettagli al lettore. Qua e là Sir Arthur Conan Doyle offre delle informazioni familiari del genio del male, ma senza sbilanciarsi. Come facciamo noi lettori a inquadrare perfettamente il professore? Attraverso i continui tranelli in cui attrae Sherlock Holmes. La sfida continua tra i due cervelli porta avanti la storia, affascinandoci terribilmente.

Cerca di attribuire almeno una qualità ammirevole al tuo nemico. Questo ti permetterà di lasciare il lettore nella perenne indecisione, incrinando le sue certezze e facendo in modo che non sappia in maniera del tutto lucida da che parte deve stare.


Il nemico è fisicamente imperfetto

Anche l’antagonista deve essere imperfetto.

La perfezione non esiste e se esiste non piace a nessuno.

Umberto Eco afferma che storicamente il nemico è brutto e puzza.

Come dargli torto? Se pensiamo a come giudichiamo gli altri dalla prima impressione, spesso ci fermiamo all’aspetto fisico e all’olfatto. Siamo più propensi a dubitare delle persone con evidenti difetti fisici o mentali.

Quanti di noi si allontanano dai barboni per la strada solo per il semplice fatto che diamo per scontato che non si lavino?

Appiccica ad una persona le etichette “brutto” “cattivo” e “puzzolente” e otterrai il tuo nemico.

Pensa agli archetipi storici, personaggi brutti cattivi e crudeli come la Strega, i Nani, la Prostituta, il Mutilato, il Mostro, il Sadico, i Malati, gli Infelici.

Ora, non è detto che un nemico in narrativa debba avere tutte e tre le caratteristiche, ma di solito l’antagonista per eccellenza non è uno stinco di santo e non è bello in maniera naturale.

Noi siamo abituati a confondere la bellezza esteriore con la bontà d’animo, anche se sappiamo che nella realtà le due cose non coincidono.

Il nemico ha spesso un volto con un particolare curioso, quasi demoniaco: il labbro leporino, una maschera che nasconde chissà che cosa, una cicatrice…

Facci caso: i nemici più spietati non sono mai integri.

Uno dei nemici più famosi è Capitan Uncino: al pirata manca una mano, simbolo della sua malvagità e della sua propensione alla battaglia.

Un altro nemico buffo e sproporzionato è la Regina di Cuori di Alice in Wonderland: la sua grossa testa è uno dei motivi per cui è perennemente arrabbiata con la sorella, così fastidiosamente aggraziata.


Il nemico cresce assieme al protagonista

Il nemico può non essere fin da subito al massimo della potenza. Per qualche motivo che ha a che fare con il suo passato sta lì, nell’ombra, in attesa del momento adatto per tornare all’antico splendore.

L’esempio più importante di un nemico che ha perso le forze è Voldemort.

L’intelligenza di J.K. Rowling è stata proprio quella di contrapporre ad un bambino di undici anni un ameba, un ricordo del mago oscuro che aveva terrorizzato il mondo intero.

Inserire un nemico mortale al massimo delle sue forze non avrebbe permesso all’autrice di scrivere sette romanzi e di continuare ad aggiungere un tassello per volta alla costruzione del nemico e del protagonista.

Se hai creato un protagonista debole ti suggerisco di adottare questa strategia.

Occupati di far crescere entrambi i personaggi un po’ alla volta, facendo in modo che maturino o ripristino determinate abilità con lentezza, senza che nessuno dei due sia in aperto svantaggio. A quel punto il momento della resa dei conti sarà davvero eccezionale.


Questi naturalmente sono solo alcuni spunti di riflessione, ma è importante avere sempre ben chiaro qual è il nemico della vicenda che vogliamo raccontare.

Sicuramente costruire un buon nemico aiuterà il pathos dell’intera narrazione, migliorerà l’intensità della suspense e ammalierà il lettore, portandolo a guardare nel profondo della sua anima e a chiedersi perché quel personaggio crudele, meschino, cattivo, brutto e puzzolente sprigioni tanto fascino.

A volte sono i nemici, più degli eroi, a tormentarci e spingerci a leggere fino alla fine del romanzo.

Dopo il nemico e l’eroe, sapevi che è il mentore il terzo personaggio più amato dai lettori?

Se hai intenzione di inserire un personaggio-mentore nella tua storia, ti consiglio di iscriverti alla mia newsletter e di scaricare gratis il Report Tecnico “Il Mentore”. All’interno trovi una lista di consigli tecnici ed esempi concreti per progettare con efficacia il mentore del tuo protagonista.

Ti auguro di raggiungere il successo letterario che meriti,

Stefania

*Immagine di copertina: Pinguino, serie tv Gotham.