Riccardo Bruni: dal self al Premio Strega

Riccardo Bruni è uno scrittore di romanzi thriller, considerato un pioniere del self publishing. Nel 2010 con Nessun dolore è stato tra i vincitori della prima edizione del torneo letterario IoScrittore. Nel 2013 il suo romanzo autopubblicato Zona d’ombra è diventato un importante caso letterario. Nel 2016 ha pubblicato La notte delle falene, candidato al Premio Strega e pubblicato in cartaceo da La nave di Teseo. È autore del ciclo seriale dell’avvocato Leo Berni. I suoi romanzi sono stati tradotti in diverse lingue.

riccardo bruni

Ho conosciuto i romanzi di Riccardo Bruni nel lontano 2013, all’inizio della mia carriera di editor di romanzi freelance.

Come sai se mi segui da tempo, il mio ruolo di editor è quello di aiutare gli scrittori a progettare, scrivere e migliorare i loro romanzi per dare ai lettori delle storie in grado di emozionarli e salvarli dai momenti bui.

La chiacchierata che ho avuto con Riccardo Bruni è uno degli episodi della rubrica Tra le pagine, una serie di video interviste in cui dialogo con scrittori e scrittrici di romanzi che hanno raggiunto traguardi virtuosi e che hanno consolidato una posizione forte nel mercato editoriale.

Lo scopo è quello di aiutarti a essere più consapevole delle dinamiche editoriali e a offrirti spunti di riflessione per migliorare la tua scrittura.

Nel 2013 di Riccardo Bruni mi aveva molto incuriosito il suo tentativo di auto-pubblicazione. Per cui ho iniziato a seguirlo da lontano, e ho gioito in silenzio quando è arrivato a essere nominato al Premio Strega con La notte delle falene (che ti consiglio di leggere).

Sono stata felicissima di conoscerlo di persona, perché come si intravede dai suoi romanzi Riccardo Bruni trasuda umanità, e riesce a dare una forma eccelsa al suo mondo interiore, comunicando al lettore la sua forza espressiva attraverso la scrittura.

 

Alcuni dei temi trattati


  • Torneo IoScrittore (2:10)
  • Self Publishing (8:01)
  • La realtà Amazon Publishing (21:43)
  • Pubblicazione con La Nave di Teseo (26:03)
  • Metodo di progettazione narrativa e di scrittura (29:05)
  • Perché il thriller (32:00)
  • Quanto studi prima di dare vita al romanzo (35:10)
  • Progettare una serie letteraria (42:00)
  • Rapporto con l’editor (51:29)
  • Il mondo narrativo (54:38)
  • Si può vivere di scrittura? (59:01)
  • Come diventare uno scrittore di professione (1:01:41)

 

Intervista a Riccardo Bruni


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Se al momento non hai tempo per guardare l’intervista, di seguito puoi leggere un breve estratto che ti fornisce subito dei consigli pratici per migliorare il tuo metodo di progettazione narrativa e il tuo stile di scrittura.

 

Breve estratto


Il thriller è un genere difficile da improvvisare, tutto deve quadrare. Quando sei nella fase creativa scrivi di getto o hai un tuo metodo di progettazione narrativa?

La fase pre-scrittura conta tantissimo. Prima di cominciare a scrivere cerco di avere chiara la storia. Faccio una scaletta. Divido la storia per sequenze e per scene. Cerco di costruire i personaggi in maniera approfondita e poi comincio a scrivere.

Quando inizio a scrivere però capita spesso che tradisca quello che avevo progettato prima. Cambia tutto, dalla storia ai personaggi. Però lo faccio partendo da una mappa.

Faccio una mappa per non perdermi e poi divago nelle mie digressioni, e rimonto questa mappa pezzo per pezzo. Però la mappa c’è, altrimenti non riuscirei a uscire dalle mie digressioni.

Da dove prendi le informazioni investigative e come le inserisci nei romanzi senza essere pedante e senza rischiare l’infodump?

Quando scrivo, la trama gialla mi dà la possibilità di raccontare quello che voglio raccontare che può essere una digressione, un’immagine, un’idea.

Il thriller, il giallo, il noir a seconda delle sfumature, sono strutture narrative solide come se fossero dei binari che ti portano avanti.

Però l’urgenza di una storia che voglio raccontare nasce da altro. Nascondere chi è l’assassino è solo uno strumento che serve a portare avanti la narrazione.

La necessità di raccontare una storia arriva da un’emozione o da un’immagine, ad esempio. Però per arrivare a comunicarla hai bisogno di una struttura solida.

Siccome io sono uno che si perde, e mi piace anche perdermi, ho bisogno di una struttura solida per dare un senso a tutto il mondo che ho dentro. Per trasmetterlo agli altri in modo comprensibile, dosando le informazioni.

Altrimenti il lettore non riuscirebbe a capire e non ci sarebbe una comunicazione efficace.

Questo è solo un breve estratto della lunga chiacchierata che ho fatto con Riccardo Bruni.

La sua storia professionale, fatta di tante prime volte, ti aiuterà a migliorare la tua scrittura e a essere più consapevole delle dinamiche del mondo editoriale.

Per conoscere i retroscena di altri romanzieri di successo italiani guarda le altre puntate della serie Tra le pagine.

Ti auguro di raggiungere il successo letterario che meriti,

Stefania Crepaldi