La storia di Ronald Balson: come realizzare il sogno di diventare scrittore

Questa settimana mi sono imbattuta in un libro particolare, un’opera prima. Il libro in questione è Volevo solo averti accanto dello scrittore Ronald Balson.

Non ho intenzione di spiegarti la storia o di convincerti a leggerlo, voglio condividere con te tre riflessioni che hanno preso forma in me mentre leggevo.

Ho un debole per i romanzi d’esordio perché trovo che siano quelli progettati con più accuratezza, quelli che sono rimasti solo un’idea per anni, mentre l’autore si convinceva di poter davvero diventare uno scrittore, arrivando a toccare le anime con le parole, insegnando e sviluppando empatia con una storia. 

Sono gli esordi i romanzi più coccolati e spesso sono loro a decretare il successo o il fallimento di una carriera come scrittore.

Dicevo, il libro in questione è Volevo solo averti accanto di Ronald H. Balson. In questo articolo ti racconterò come lo scrittore è riuscito ad emergere con le proprie forze e con una buona progettazione.

Ronald Balson

Qualche giorno fa avevo letto un articolo che promuoveva la seconda uscita di Ronald Balson. Mi sono ricordata tutto ad un tratto di lui e del fatto che mi ero ripromessa di leggere il suo esordio, tanto osannato dalla critica.

Ho cercato il romanzo nella mia libreria e ho iniziato la lettura.


La storia dentro la storia

Premessa: il romanzo è edito da Garzanti e uno degli aspetti che più apprezzo di Garzanti è che offre quasi sempre una breve intervista dell’autore alla fine del romanzo.

Lo scrittore per me è un essere umano che desidera mostrare attraverso le sue parole, in un lavoro artigianale infinito, il suo sguardo sul mondo, sulla sua realtà.

Mi piace venire a conoscenza della motivazione che ha spinto quell’autore a scrivere, e un’intervista è sempre un buon modo.

Quando la storia funziona e mi ha già trasportata in un mondo parallelo faccio una pausa, e controllo se alla fine del romanzo c’è qualche chicca che non posso perdermi.

E anche in questo caso, per la vicenda personale di Ronald Balson, l’ho trovata: sulla bandella è stata ricostruita la storia del manoscritto, mese dopo mese, il percorso che ha fatto prima di arrivare negli scaffali delle librerie.

“Febbraio 2013, il passaparola parte. La tiratura iniziale è subito esaurita. Le ristampe sono continue. In pochissimo tempo si arriva alla strabiliante cifra di 100.000 copie.”

Il sogno di ogni scrittore, non trovi?

Quello che la bandella non specifica e che ho scovato nell’intervista è la risposta a questa domanda:

“Si aspettava che il suo libro, inizialmente auto-pubblicato, avrebbe avuto tanto successo da attirare l’attenzione di un grande editore?”

“Quando ho finito di scriverlo ho pensato che mi piaceva, era una bella storia. Ma non sono riuscito a farlo pubblicare da nessuno. Ho ricevuto decine di rifiuti. Allora ho deciso di pubblicarlo in proprio e diffondere il libro così, con l’aiuto di mio figlio Matt e delle sue competenze tecnologiche. Abbiamo cominciato inviando il libro agli amici e rendendolo disponibile online. All’inizio si vendeva una copia ogni tanto. Poi le vendite si sono impennate, esclusivamente grazie al passaparola. Dopo aver venduto più di 100.000 copie, è nato l’accordo con St Martin’s Press per ristampare il libro.”

Tre cose da imparare da storie come questa:

1. L’unica cosa che davvero serve se vuoi fare lo scrittore è progettare una buona storia. Devi metterti lì, farti ispirare da ciò che ti circonda, progettare il romanzo e iniziare la stesura;

2. L’auto-pubblicazione non è una soluzione negativa, anzi. Non credere a chi ti dice che chi si autopubblica poi non viene considerato da nessuna casa editrice per la ristampa e che il libro ormai è bruciato. Guarda Anna Todd, l’autrice di After. A prescindere dalla qualità dei romanzi, li puoi trovare ancora in PDF su Wattpad, dove l’autrice ha dato inizio alla saga. Ciò le ha impedito di farsi leggere da milioni di persone? O Anna Premoli, un caso italiano di successo, ora autrice di punta di Newton Compton. Il suo primo romanzo è stato messo a disposizione dei lettori sul suo blog. Dopo una serie di recensioni positive e il passaparola, Newton Compton si è fatta avanti, ha acquistato i diritti del romanzo, l’ha pubblicato e non credo c’abbia guadagnato poco;

3. L’unico che deve credere nella sua storia sei tu. Se pensi che ciò che hai scritto sia buono e possa davvero fare la differenza, rendilo fruibile, senza pensare al guadagno economico. Quello verrà. Prima devi pensare a far innamorare i lettori, i tuoi più grandi sostenitori, gli unici che davvero contano, del tuo romanzo e della tua scrittura.

Volevo solo averti accanto  

La ricerca e il progetto sono alla base della storia

Un altro dei quesiti che vengono posti a Ronald Balson è il seguente:

“Quali ricerche ha fatto per scrivere il romanzo?”

“Le ricerche sono state approfondite. Mi ci sono voluti circa tre anni. Ho consultato libri, memorie dei sopravvissuti, diari, storie narrate da membri delle famiglie colpite […]”

Tre anni di ricerca, di studio, di progettazione. Un lavoro immane che ha dato vita ad una storia solida, credibile, convincente.

Dietro ad una buona idea c’è sempre un periodo di incubazione, un’accurata progettazione narrativa.

Ronald Balson non ha avuto fretta, ha coltivato le sue competenze, si è formato, ha fatto ricerche, ha dato spessore a quel guizzo che l’ha colpito in un particolare giorno della sua vita. Il risultato è stato un prodotto letterario di ottimo livello.

Ronald Balson ha venduto 100.000 copie dopo tutto questo processo, con nessuna casa editrice alle spalle.


Parti da ciò che sai

Fare ricerca è fondamentale ma iniziare proprio da zero non aiuta la motivazione.

Bisogna imparare a scrivere di ciò che si sa, perché questo aiuta lo scrittore a sentirsi sicuro mentre dà vita alla prima stesura.

Ronald Balson è un avvocato.

Il suo romanzo ha come protagonista un’avvocatessa, Catherine, che si ritrova – nonostante un passato personale burrascoso – ad ascoltare una storia incredibile e terribile, direttamente dalla bocca di Ben Solomon, 83 anni, che desidera solo che la verità venga a galla.

Lo scrittore ha preso una decisione intelligente: per il suo romanzo d’esordio ha scelto di muoversi in un campo dove si sente sicuro, creando un’avvocatessa che è un mix di tanti altri legali che ha conosciuto durante la sua carriera, e riuscendo a spiegare ad un lettore per nulla informato sul mondo legale, alcune procedure difficili con parole semplici. In questo è ammirabile, perché non è mai caduto nella trappola dell’infodump.

Questo non significa che se vuoi scrivere un romanzo con una protagonista che è un’assassina tu debba farne esperienza diretta. Però cerca di mettere nel tuo romanzo qualcosa che ti dia sicurezza, un appiglio, degli accenni a un ambito che conosci bene, che sai comunicare con facilità a degli estranei.

La forza di un romanzo è anche la consapevolezza dei punti forti che lo scrittore possiede e che inserisce nel testo in fase di progettazione.


Ho deciso di scrivere questo articolo per farti capire di non credere alle storie che trovi online, ai commenti disfattisti, alle opinioni personali.

Se vuoi scrivere fallo.

Se hai una storia che coccoli da tempo dentro di te, inizia a progettarla.

Ma sono questi gli esempi di cui devi tenere conto: la storia di un avvocato appassionato di scrittura che un giorno ha deciso di darsi una possibilità, ha lavorato duro, ha progettato, ha scritto. La sua storia ha raggiunto il cuore dei lettori, permettendogli di vendere 100.000 copie solo grazie a se stesso e alla sua determinazione, aggiungendo dopo avvocato, a buon titolo, la qualifica di scrittore.

Che aspetti, inizia a progettare la tua storia!

Ti auguro di raggiungere il successo letterario che meriti,

Stefania

*Foto di copertina: lo scrittore Ronald H. Balson durante un’intervista.