Come funzionano i romanzi?

Come funzionano i romanzi? Sicuramente, se stai pensando di diventare uno scrittore di romanzi, ti sarai posto questa domanda più volte. Non è semplice rispondere, ma non farti abbindolare dalla falsa credenza che è la creatività a guidarti nella scrittura narrativa. Se c’è una cosa che una freelance appassionata del proprio lavoro non deve mai smettere di fare è studiare.

Anche tu, come scrittore, dovresti formarti prima di immergerti nella scrittura, per apprendere le giuste tecniche e costruire una stabile architettura narrativa che regga il peso delle tue parole. Il critico letterario britannico, James Wood, in un suo libro dal titolo Come funzionano i romanzi. Breve storia delle tecniche narrative per lettori e scrittori, risponde proprio a questa impervia domanda. Ho individuato per te sei punti fondamentali, che ti consiglio di tenere a mente quando pianifichi la struttura del tuo romanzo.

Le formidabili tecniche di scrittura narrativa che spiega Wood sono state perfezionate nel tempo dagli intramontabili scrittori del Novecento e giunte fino a noi, pronte per essere carpite e riprodotte. Peccato che la maggior parte degli aspiranti scrittori non le conosca e preferisca seguire le tendenze momentanee, anziché apprendere le giuste competenze.

Ricevo spesso email di scrittori che mi chiedono un suggerimento sul metodo da utilizzare per scrivere in maniera efficace. Sono certa che ognuno abbia il suo metodo. Io tuttavia consiglio sempre una scrittura ponderata e pianificata, perché credo sia il miglior modo per risparmiare tempo e scrivere con cognizione di causa.

Progettare in anticipo è una buona formula per superare ansie e insicurezze e rendere credibile il tuo romanzo. 

I sei punti di Wood ti spingeranno a riflettere sul tuo attuale metodo di scrittura e, nel tempo, ti aiuteranno a semplificare operazioni narrative altrimenti complicate e confuse. Un ottimo spunto per iniziare ad essere più autonomo.

romanzi

#1 L’importanza dei linguaggi nei romanzi

Chi scrive romanzi si trova a dover lavorare con almeno tre linguaggi:

 – Il linguaggio dell’autore, cioè lo stile. Personalmente ritengo sia fondamentale per farti notare dai lettori, nutrire e definire il tuo stile narrativo;

 – Il linguaggio del personaggio. Non so tu, ma io non apprezzo molto lo scrittore ingenuo, quello che scrive i dialoghi dei suoi personaggi perfettamente identici dalla prima all’ultima pagina. Per intenderci, un bambino di otto anni non potrà mai parlare come un imprenditore di quaranta;

 – Il linguaggio del mondo. Con questa definizione James Wood indica sia il mondo del romanzo, sia la visione del mondo che l’autore porta con sé dalle proprie esperienze di vita.


#2 L’importanza dei dettagli

Questo è un argomento importantissimo. Wood non è il solo a sostenere l’importanza dei dettagli. Di recente lo stesso concetto è stato ribadito da un maestro della sceneggiatura, Oliver Stone.

Se da una parte sono i dettagli a fare la differenza, dall’altra molti scrittori esordienti si ritrovano a farcire di dettagli e spiegazioni inopportune il romanzo. La bravura dello scrittore di romanzi sta nel saper mostrare con efficacia; far comprendere, ad esempio, lo stato d’animo di un personaggio solo descrivendo l’increspatura della sua fronte.

I dettagli sono sempre portatori di esperienze vissute dell’autore. Non potremmo mai farne a meno in un buon romanzo. Non puoi pensare di descrivere un luogo se non l’hai vissuto in prima persona. Come non puoi pensare di diventare uno scrittore se prima non sei un lettore. 

La letteratura ci rende migliori osservatori della vita; noi mettiamo in pratica l’insegnamento nella vita stessa; in tal modo diventiamo più bravi a notare i dettagli quando leggiamo; così impariamo a leggere sempre meglio la vita. 

– James Wood


#3 L’importanza di creare buoni personaggi

E qui mi sento di aggiungere: personaggi indimenticabili. Sai nell’Atene del VI secolo a.C. come facevano i tiranni a veicolare messaggi e creare personaggi indimenticabili? Caratterizzavano gli dei e gli eroi mitici con attributi fisici, psicologici e materiali unici, peculiari di quel personaggio. Prendiamo Eracle, ad esempio. Era riconosciuto con tre attributi (leontè, clava, pomi). Bastava raffigurare i tre attributi, per far capire all’osservatore chi fosse il personaggio di riferimento.

Questo stesso concetto vale per tutti i personaggi diventati indelebili nella nostra mente.

La vita ti offre tutti i giorni spunti magnifici per caratterizzare al meglio i tuoi personaggi principali. Devi creare ritratti autentici e facili da riconoscere. Il personaggio non va spiegato ma arricchito di dettagli che parlino da soli. Devono sprizzare dinamicità e bucare il foglio. No all’opaco. A meno che non sia una precisa scelta stilistica.

Non mi dilungo molto, perché il tema della caratterizzazione dei personaggi è molto interessante e voglio approfondirlo più nel dettaglio nei prossimi articoli.


#4 L’importanza dell’immedesimazione

Noi esseri umani siamo capaci di immedesimarci in altri Io. Proprio attorno a questa grande verità ruota il mondo della scrittura narrativa.

L’immaginazione è immedesimazione

L’origine del nostro sentimento di partecipazione per la miseria altrui sta in un immaginario scambio di posto con chi soffre.

– Adam Smith, Teoria dei sentimenti morali, 1759

Se nel tuo romanzo riuscirai ad ispirare empatia persino per un assassino, avrai capito alla perfezione una delle tecniche narrative più utili e difficili da padroneggiare. 


 #5 L’importanza del ritmo

Che tortura sono i libri scritti in tedesco per colui che ha il terzo orecchio! 

– Nietzsche

I lettori forti hanno tutti il terzo orecchio. Leggeranno il tuo romanzo e fin dalle prime pagine cercheranno di assestare la voce con cui proseguono nella lettura rispettando il ritmo che tu hai imposto ad ogni singola frase. Ogni romanzo ha la sua voce.

Ci sono autori bravissimi che riescono a produrre voci e stili diversi per ogni romanzo; o a riprodurre esattamente voci e uguale stile nei libri che hanno un protagonista seriale. Pensa solo a Patricia Cornwell o a Kathy Reichs.

Quando apro una delle ultime avventure di Kay Scarpetta o di Temperance Brennan modulo la mia voce e setto la mia mente sulla giusta frequenza.

Un libro che ti consiglio di annotarti e sul quale tornerò nei prossimi articoli è Il Vate e l’Ingegnere. D’Annunzio in Gadda di Antonio Zollino, che suggerisce alcune tecniche efficaci per dare ritmo alla narrazione.


#6 L’importanza della coscienza

La coscienza che interviene in caso di conflitto deve essere ovunque. Deve trasudare dal tuo romanzo. Raccontare una storia, mostrarne i più infimi dettagli serve proprio a scuotere le coscienze. Devi essere in grado di far desiderare e indignare il lettore attraverso i tuoi personaggi e le loro azioni che si dipanano durante la vicenda, in ogni singola pagina.

E devi essere in grado di dare una coscienza precisa anche ai tuoi protagonisti.

Ecco perché lo odio: a dir la verità non mi ha fatto niente, ma sono io, invece, che gli ho fatto una grossissima porcheria e, appena gliel’ebbi fatta, cominciai subito a odiarlo per questo.

– Dostoevskij, I Fratelli Karamazov, 1880

Non c’è niente che l’amato Dostoevskij non sapesse fare alla perfezione.

Le parole dei suoi personaggi valgono più di mille lezioni sulla scrittura creativa messe assieme.

Siamo giunti al termine. Questi erano i sei aspetti più importanti che James Wood consiglia per far funzionare un romanzo. 

Se stai pensando di iniziare a scrivere o stai ultimando la prima stesura, prova a chiederti se stai seguendo questi suggerimenti. Cerca di avere le idee più chiare possibili e verifica che nella tua struttura ci siano tutti questi preziosi consigli. Sii sincero con te stesso e non avere fretta. 

Se ti serve il mio aiuto, dai un’occhiata al servizio Assistenza Narrativa. Possiamo lavorare fianco a fianco dalla progettazione all’editing finale.

Ti auguro di raggiungere il successo letterario che meriti,

Stefania

*Immagine di copertina: Evan Clark/Unsplash