Come si crea una storia coinvolgente?

La scorsa settimana Amelia, una giovane scrittrice, mi ha inviato la bozza del suo romanzo per la prima valutazione gratuita e nell’email ha scritto: ho bisogno di un consiglio onesto. Credo che la trama del mio romanzo sia banale. Come si crea una storia coinvolgente?

Stavo rileggendo Il mestiere di scrivere di Raymond Carver e pensavo a una risposta da dare ad Amelia. Ogni anno leggo centinaia di romanzi e le storie poco coinvolgenti sono troppe, più di quelle che puoi immaginare. Molti romanzi piatti sono editi in self-publishing o da piccole case editrici indipendenti. Ed è un vero peccato, perché se l’editoria indipendente vuole elevarsi al livello delle case editrici dei grandi gruppi editoriali, deve puntare all’eccellenza e alzare la qualità. Questo vale anche per gli autori che si auto-pubblicano: devono imparare a ragionare come editori.

Amelia, come tanti altri scrittori, non riusciva a capire come si crea concretamente una storia coinvolgente. Ha letto qua e là ottime spiegazioni, ma conoscere solo la teoria non l’ha soddisfatta e i suoi dubbi sono aumentati. Dopo averle dato il mio parere sulla sua bozza, le ho illustrato nel dettaglio un piano preciso fatto su misura per il suo stile, migliorando quello che chiamo effetto-magnete, quello che tiene il lettore incollato alle pagine fino alla fine.

In questa guida riporto alcuni dei suggerimenti pratici che ho fornito ad Amelia. I consigli che ti sto per dare potrai applicarli fin da subito in piena autonomia.

come si crea una storia coinvolgente

Mentre leggevo il saggio di Raymond Carver e pensavo a come si crea una storia coinvolgente, ho ragionato su tre concetti chiave.

Ogni volta che termino questo compendio di lezioni, esercizi, consigli, note, di uno dei più importanti scrittori di narrativa americana del secolo scorso non posso fare a meno di pensare che con semplici migliorie tecniche anche le storie più semplici possono stimolare la curiosità dei lettori.


Trovare idee originali

Come si crea una storia coinvolgente quando sei a corto di idee?

Raymond Carver ha avuto una vita movimentata. Per molti anni si è formato per diventare scrittore senza avere nemmeno il tempo di scrivere qualcosa o anche solo pensare di scrivere qualcosa.

Proveniva da una famiglia umile e ha fatto i lavori più disparati per mantenere la prima moglie e i figli. Nonostante il suo privato non gli permettesse di coltivare appieno la sua propensione alla scrittura, non ha mai smesso di curare quelli che lui definisce influssi e occasioni. Nei circa tredici anni di preparazione alla sua prima pubblicazione, Carver assorbe gli influssi di maestri della scrittura, del suo editor, di altri scrittori affermati sviscerando i dettagli dei loro stili.

Aggiunge e toglie elementi alle sue storie cogliendo i dettagli della vita dalle sue giornate: la gamba zoppa di quello, il tic all’occhio di quell’altro, il vecchio al pub che racconta della guerra…

Tutto può essere utile. E concorderai con lui quando dice che immergersi nelle vite di altri è proprio il fine ultimo della scrittura.

Quando sei a corto di idee, non rimanere chiuso in casa ad aspettare l’illuminazione. Esci a esplorare il mondo. Non è necessario che tu vada a chilometri di distanza. Anche una chiacchierata con la vicina di casa può farti scattare la scintilla per migliorare una scena.

Una tecnica che puoi usare per incuriosire il lettore è creare un personaggio pieno di contrasti.

Qualche esempio:

  1. Il fantastico protagonista inventato da Robert Galbraith (alias J.K. Rowling), Cormoran Strike. Un investigatore privato alto e massiccio, all’apparenza invincibile che ha un’unica grande debolezza: una protesi alla gamba. Ecco il conflitto;
  2. La ghostwriter inventata da Alice Basso, Vani. Assolutamente poco appetibile dal punto di vista della moda e dell’aspetto esteriore ma un genio indiscusso con le parole. Indispensabile anche se scomoda;
  3. L’abbinamento Sherlock Holmes/Dottor Watson. Genio il primo, mortale il secondo. Attraverso le spiegazioni di Watson, Sherlock Holmes si trasforma da saputello odiabile a idolo indiscusso. 

Perché è importante dosare le parole

Del linguaggio ho già parlato nel mio articolo precedente incentrato sulla struttura dei romanzi. Ora voglio parlarti delle parole, il nocciolo del linguaggio.

La forma più comune di cattiva scrittura per Carver è quella in cui l’autore usa male il linguaggio, quando non presta sufficiente attenzione a quanto sta cercando di dire e a come sta cercando di dirlo. “Oppure usa il linguaggio solo per esprimere una sorta di informazione veloce che sarebbe meglio lasciare ai quotidiani e ai mezzibusti dei telegiornali locali.”

Se vuoi capire come si crea una storia coinvolgente, non puoi ignorare l’uso corretto delle parole e il loro posizionamento nella frase. Scrivere romanzi di qualità vuol dire coltivare una scrittura onesta.

Secondo Carver le parole devono comunicare esattamente quel pensiero, quindi bisogna usare le migliori che possediamo nella lingua. L’italiano, per nostra fortuna, è ricco di termini adatti a ogni occasione.

Un errore comune e ricorrente nei romanzi degli esordienti è l’uso dei qualunquismi e delle frasi fatte come quelle che seguono.

Alcuni esempi con sotto una mia breve spiegazione.

  • Serena era una ragazza solare.

Di per sé l’aggettivo solare si riferisce al sistema solare. Da qualche anno è entrato nell’uso comune in senso figurato. Definire una persona “solare” è generico e non aggiunge dettagli sul personaggio. Solare in che senso? Ottimista? Luminosa? Attenzione: ogni personaggio merita la giusta caratterizzazione con il lessico che più si addice alla sua descrizione.

  • Paolo era un vero uomo.

Su quale base possiamo definire universalmente un uomo un vero uomo? La lunghezza della barba? L’altezza? Le mani grandi? I muscoli rigonfi? Il cervello? Ti renderai conto che scrivere una cosa del genere nutre il qualunquismo. Leggere è entrare in contatto con i personaggi e la trama. Questo tipo di caratterizzazioni non aiuta proprio l’immedesimazione del lettore.

  • Mamma P. era quella che si definisce proprio una bella donna.

Ma una bella donna per chi? E in che modo? Il concetto di bellezza è soggettiva.

  • Era mattino presto e uno spiraglio di luce filtrava tra le persiane.

Di solito questa è una frase-fatta che ritrovo in molte scene ambientate in camere da letto al momento del risveglio di un personaggio. Possibile che tutti abbiano la stessa camera da letto con la finestra e la persiana che lascia filtrare la luce? Nessuno ha delle tende oscuranti e si sveglia immerso nel buio? Queste sono frasi che leggiamo talmente tante volte da diventare automatismi descrittivi. Devi calibrare la tua storia e la tua descrizione sulla base dei tuoi dettagli. Non farti condizionare troppo!

  • Aveva uno sguardo capace di trafiggerti l’anima.

Sì, ma com’è questo sguardo? In che modo lo sguardo trafigge l’anima? Dov’è l’anima per essere trafitta? Negli occhi, nel cuore?

  • Ogni volta che pensava a lui, un brivido caldo la attraversava tutta.

Questa è una delle frasi più abusate nei romanzi rosa. Possibile che l’unica reazione che venga a una donna che pensa con desiderio ad un uomo sia il brivido lungo la schiena? Mi sembra altamente improbabile. Devi distinguerti dalla massa, non omologarti.

Uno scrittore comunica il suo sguardo sul mondo attraverso le parole. E lo sguardo non può essere banale, altrimenti non ha senso raccontarlo.

Di certo lo sguardo sul mondo è soggettivo, ma questa non è una scusante per usare le parole in modo sbagliato. La scelta delle parole determina l’autorevolezza dello scrittore. Con questo non sto dicendo che devi utilizzare parole difficili o che non appartengono al tuo stile. A volte sono le parole più semplici, posizionate al posto giusto, a creare nella mente del lettore le immagini più straordinarie.

Quando scrivi sii pignolo con te stesso: la superficialità potrebbe compromettere il tuo romanzo in maniera irreversibile.

Ecco un esempio di descrizione efficace scritta con parole semplici ben posizionate:

“I raggi luminosi sfiorano le querce secolari ammantate di neve ghiacciata, come enormi alberi di Natale addobbati a festa. Le pigne rilucono e offrono l’appoggio agli uccellini infreddoliti dall’inverno. Il laghetto è una pozza di luce. Spalanco la finestra e inspiro: l’aroma della resina dei pini scaldata dal sole raggiunge i miei sensi. Il profumo è talmente inebriante da farmi chiudere gli occhi e strapparmi un mugugno. L’inverno è un tripudio di vita silenziosa. E il sole, nonostante questo momento, nonostante oggi, domani sorgerà ancora.”

Questa è una descrizione semplice di una scena vista fuori dalla finestra dalla protagonista per introdurre l’ambientazione. L’obiettivo è di creare nella testa del lettore un’immagine precisa, in modo da proiettarlo lì, nel bosco invernale.

Quello che suggerisco spesso è di descrivere utilizzando i cinque sensi.

Non ti accontentare solo della vista: ci sono i profumi, i rumori, il tatto, il gusto. Questi dettagli sensoriali aiutano il lettore a entrare nella storia come un osservatore privilegiato.


La chiave di volta dell’effetto magnete

I romanzi sono prodotti di intrattenimento. Quando ciascuno di noi si chiude nel proprio bozzolo e inizia a sfogliare le pagine di un romanzo vuole provare emozioni forti e lasciare che l’immaginazione ci allontani anche solo per pochi minuti dalla quotidianità.

Uno dei principali elementi che tengono incollati gli occhi del lettore sulle pagine del tuo romanzo è la tensione narrativa.

Come si crea una storia coinvolgente? Innesca nel modo giusto aspettativa e curiosità e ti sarai assicurato la fedeltà del lettore. Ricordati che senza i tuoi fedeli lettori sarai solo una voce che starnazza nel vuoto.

Carver specifica più volte nei suoi interventi che il segreto per scrivere racconti magnetici è la tensione. In una buona storia non può mai mancare il senso di qualcosa che sta per accadere.

Cosa crea tensione?

La voglia di scoprire quello che succederà. Più rimanderai la scoperta e più terrai incollato il lettore alle pagine.

Come si crea la tensione secondo Carver?

  1. utilizzando le giuste parole, che una dopo l’altra creano la scena e animano la storia;
  2. creando immagini con le parole implicite, quelle non dette, che rimangono roventi sotto la cenere. Queste, ancora più delle prime, creano e smuovono la curiosità del lettore.

Due tecniche che possono innestare curiosità e aspettativa nel lettore creando l’effetto-magnete:

1. Insinuare un dubbio nel lettore

Riprendiamo il pezzo di poco fa: “L’inverno è un tripudio di vita silenziosa. E il sole, nonostante questo momento, nonostante oggi, domani sorgerà ancora.”

Perché nonostante oggi, nonostante questo momento? Che cosa sta per succedere alla protagonista della storia?

2. Creare un incipit che anticipa la narrazione successiva, ad esempio:

Ci sono attimi in cui la vita raggiunge la perfezione.

Non so se sarai d’accordo con me, dopotutto sto camminando verso una costruzione di legno, un palchetto con una robusta corda di canapa che pende con grazia. Nemmeno il forte vento che spira da Ovest riesce a farla dondolare. Credo sia una corda onesta, che svolge al meglio il suo lavoro. L’alba tinge l’orizzonte di un rosa delicato, illuminando la corteccia di un albero, il viso di un bambino e un pomodoro marcio, tenuto con forza da una mano grossa che trabocca di peluria.

Sono circondata dalla folla e i miei occhi tornano al viso del bambino soffuso di rosa. La sua pelle sembra una pesca succosa, ma non deve ingannarti: il pargolo è sporco e a piedi nudi; mi fissa sfrontato con un largo ghigno sulla boccuccia delicata. Vicino a lui c’è una donna con la cuffietta che pende da un lato; poi scorgo un uomo con la tunica fuori dalle brache.

L’ordine è solo apparente: sono usciti di corsa pur di godersi lo spettacolo.

Inspiro profondamente. L’effluvio aspro e dolce di centinaia di corpi raggiunge le mie narici; il pungente odore dello sterco dei cavalli non riesce a coprire il fiato rancido degli uomini che cercano di riscaldare le loro mani. Sono tutti qui, pieni di speranza, vogliosi di sangue e morte: un ragazzo si passa la lingua sulle labbra mentre incrocia il mio sguardo: sta assaporando l’odore della morte.

Cammino lentamente, pochi metri mi separano dalla scaletta che sancirà il mio destino. Gli uomini che mi scortano mi pungolano alle reni con un bastone. Io non ho fretta.

Il mio corpo è l’enorme involucro di una mente spezzata.

Fra poco, i miei sogni saranno stroncati per sempre: forse un po’ me la merito questa morte. Dopotutto vivo per uccidere.

Perché io sono Olympe, l’assassina di potenti.”

Perché Olympe merita la morte? In che senso è un’assassina di potenti? Chi sono questi potenti?

Tre domande che incuriosiscono il lettore e lo spingono a continuare la lettura. Le parti evidenziate sono quelle che creano l’effetto magnete. Un elemento che in questo caso aiuta ad aumentare il coinvolgimento del lettore è l’uso della prima persona, di cui ti parlerò negli articoli dei prossimi mesi.


Revisiona revisiona revisiona

Ma in verità mi è capitato raramente di vedere un’opera in prosa o in poesia – mia o di chiunque altro – che non potesse esser migliorata dopo esser stata lasciata in pace per un po’.

– Raymond Carver –

Dell’importanza della revisione non stancherò mai di parlare e anche Carver, come Stephen King in On Writing, sottolinea l’importanza di revisionare il testo.

In un mercato sempre più affollato non puoi ignorare la qualità se vuoi emergere.

I tre consigli che ti ho fornito sono utili per ragionare su come si crea una storia coinvolgente. Una volta creata, la revisione sarà il passaggio di frontiera per distinguerti dalla massa.

Non credere che l’apparenza o una buona strategia di promozione potranno salvarti dall’impetuoso giudizio dei lettori.

Se tutti i più grandi scrittori e gli editori la consigliano, forse la revisione professionale è davvero importante. Non è semplice mettere mano a qualcosa di proprio. E affidare il tuo romanzo a un editor non professionista potrebbe compromettere il tuo lavoro, per sempre. Dopo la pubblicazione non si torna più indietro.

Per testare un buon editor di romanzi assicurati che non snaturi il tuo stile e che capisca chi sei e che obiettivi hai.

L’enorme qualità e raffinatezza del pensiero di Raymond Carver, la precisione della sua scrittura, il potere dell’ispirazione e il grande amore per le parole, hanno permesso al suo editor di trasformare dei testi ottimi in testi superlativi, riconoscendo lo stile di Carver nascosto sotto le braci.

Non conta il nome del tuo editor di romanzi, conta quanto sia competente e professionale.


Come si crea una storia coinvolgente? Un breve riassunto

  1. Migliora la storia con dettagli presi dalla vita comune. Creare personaggi pieni di contrasti stimola la curiosità del lettore;
  2. Dosa le parole e assicurati che siano collocate al posto giusto. Sono le parole che coinvolgono il lettore nella storia. Evita le frasi fatte e quelle troppo soggettive che il lettore non può comprendere appieno;
  3. Crea tensione. Due delle tecniche utili per creare l’effetto magnete sono: insinuare un dubbio nel lettore e anticipare qualcosa che accadrà senza svelare troppo.

Spero che questi suggerimenti possano davvero farti fare la differenza.

Se vuoi approfondire l’argomento e vuoi imparare un metodo affidabile per creare una storia coinvolgente, leggi il manuale Progettazione su Misura. Troverai all’interno una procedura in dodici passi che ti permetterà di organizzare meglio le idee e progettare un romanzo in modo efficace. Scarica subito l’indice e l’introduzione

Ti auguro di raggiungere il successo letterario che meriti,

Stefania

*Immagine di copertina: Thought Catalog/Unsplash