Volevo scrivere il mio romanzo e ho trovato il coraggio

Moltissimi autori e moltissime autrici mi scrivono mossi da un grande desiderio di successo.

Alcune volte le loro email mi fanno sorridere; altre volte non mi piace il modo in cui si approcciano alla scrittura ed è quello il momento in cui capisco che le nostre strade non si incontreranno mai.

Senza titolo

Ma poi, che cos’è davvero il successo letterario?

Qualcuno penserà subito ai soldi. Qualcun altro al potere che deriva dai soldi: la bella vita, il lusso, i viaggi. Per alcuni successo letterario significa essere letti e apprezzati da centinaia di persone; per altri avere il nome in copertina.

Io credo che il successo letterario arrivi al momento giusto, quando la storia che vuoi raccontare raggiunge il cuore, la mente e la coscienza delle persone.

Ed è stato pensando a questo che ho deciso di focalizzare l’attenzione sulla Progettazione Narrativa, da cui è nato il corso online Progettazione su Misura.

Ci sono persone colme di talento, a volte insicure, che non riescono a mettere ordine nelle loro idee, non sanno da dove cominciare per esprimere con un romanzo tutto quello che hanno dentro. 

Per aiutare questi aspiranti scrittori ho studiato a lungo per escogitare un metodo pratico, che consentisse loro di concentrarsi sulla storia e sul messaggio.

Conoscere le tecniche narrative e capire come usarle in modo efficace, consente a chi ti legge di comprendere il messaggio della tua storia.

Da ora in poi a parlare è Ombretta, una donna di talento, ormai amica, che ha deciso di accettare la mia sfida: scrivere un romanzo partendo dalla progettazione narrativa.

È una persona che ha molto da dire e una bella storia da raccontare.

Buona lettura!

Ombretta Brondino

Ombretta Brondino

Un giorno di questo 2016 ho deciso che per realizzare il mio sogno – qualunque esso sia –  era necessario iniziare da un passo ben preciso, e io quel passo l’ho compiuto scrivendo una email a Stefania.

Volevo scrivere il mio romanzo. La sola cosa che avevo ben chiara nella mente era l’idea di fondo e il nome della protagonista.

Tutto il resto era un groviglio di visioni e pensieri derivanti da un blog che per qualche anno ho proposto sul web, ma nulla di più. Stefania ha pazientemente letto tutto il materiale che le ho inviato, lo ha valutato e poi mi ha telefonando dicendomi: «Si può fare!»

Da quel momento, dopo aver deciso a quale genere sarebbe appartenuto il romanzo, abbiamo dato il via alla fase di progettazione, che in questo preciso momento è in via di risoluzione.

Stefania mi ha proposto – con cadenza settimanale/quindicinale – una serie di schede tecniche che hanno indirizzato la mia attenzione sulle varie parti della narrazione, aiutandomi a svilupparle.

Sono partita dalla focalizzazione dell’idea prima della mia storia, alla determinazione dell’aspetto fisico, caratteriale e storico di ogni personaggio, per poi giungere a decidere il punto di vista del narratore, le ambientazioni, chi e cosa avrebbe messo alla prova la mia protagonista.

Ora, in questo preciso momento, mi sto ancora duramente confrontando con la successione cronologica degli eventi e poi dovrei aver concluso questa fase preliminare del mio lavoro.

Quando mi sono imbarcata in questa avventura non avevo idea che scrivere un romanzo sottintendesse un tale metodo e tanta progettazione: credevo si trattasse di una mera questione creativa. Gli eventi e i personaggi li avrei scolpiti man mano, scrivendo. Invece no.

Parlando con Stefania mi sono trovata di fronte a una proposta insolita che non mi aspettavo così dettagliata e puntuale. Non nascondo il mio iniziale scetticismo legato ad una vaga sensazione di costrizione della mia vena creativa, ma poi ho deciso di fidarmi della sua indubbia preparazione e professionalità, che toccavo ogni giorno con mano leggendo gli articoli del suo blog e i suggerimenti puntuali che è sempre in grado di fornire.

Credo che uno scrittore alle prime armi necessiti di guide e strumenti che lo sostengano e lo aiutino a non perdersi nei suoi entusiastici voli pindarici e, in tal senso, costruire uno schema narrativo mi ha dato la possibilità di organizzare le idee e programmare la mia storia, contenendola all’interno di confini che io stessa ho stabilito e senza i quali – oggi ne sono certa – mi perderei.

Non sempre lavorare alle schede tecniche è stato semplice e liberatorio; in alcuni casi mi sono bloccata e mi sono dovuta fermare ad attendere le mie “personali risposte”. Per alcuni aspetti alcune di esse tardano ancora ad arrivare, ma la sollecitazione continua esercitata dagli input operativi di Stefania sul mio cervello e inconscio mi stanno aiutando a scovarle, pian piano, nelle pieghe della mia quotidianità.

Non nascondo la mia attuale scalpitante voglia di iniziare a cementarmi vis à vis con la mia storia ma questo lavoro, che mi ha imposto tempi confini e sforzo, sono certa sarà il mio salvagente per non affogare nel mare di parole ed episodi che rischierei di scrivere in modo disarmonico e senza logica.

Accingersi a lavorare alla stesura di un romanzo, per la prima volta, non è solo un mero esercizio creativo, ma anche di stile e forma. Credo fermamente che al fine di creare una propria “fisionomia” di espressione, riconoscibile e piacevole, sia necessaria una buona dose di umiltà e quindi ho considerato questo periodo preparatorio come un prezioso momento iniziatico e formativo, che mi sarà utile non solo per scrivere la mia storia ma anche per leggere in modo diverso e più consapevole.

La progettazione di quanto ho deciso di raccontare è passata attraverso un periodo di studio e analisi, un po’ come ai tempi dell’Università, quando riordinavi gli appunti prima di partire a studiare; e devo dire che questa esperienza, oltre ad aver arricchito il mio bagaglio di conoscenze, mi è anche piaciuta.

In questi mesi mi sono esercitata, ho studiato, imparato, affinato e ora sono “quasi” pronta a partire.

Un piccolo aneddoto per concludere.

Qualche giorno fa il desiderio di provare a scrivere l’incipit del mio romanzo ha fatto violentemente capolino dentro me e ho ceduto. Al di là del risultato, immediatamente sottoposto al vaglio di Stefania, la sensazione nel descrivere quella prima scena è stata piacevole, fluida e naturale.

Avevo precedentemente scelto il punto narrativo esatto da cui partire, ma la scena e i dialoghi sono sopraggiunti così come un batter d’ali istantaneo che ha spolverato l’aria intorno a un’idea, conferendole forma, colore e passione.

Se l’emozione che mi spetta ad ogni pagina è questa, io sono pronta!

Se anche tu vuoi provare le stesse emozioni e dar vita al tuo romanzo, scarica oggi stesso il Manuale Progettazione su Misura.