Come scrivere un romanzo fantasy – Caso di studio: “Il dominio del fuoco”

In questo articolo capirai come scrivere un romanzo fantasy in modo coerente, consapevole e credibile, partendo dalla lettura tecnica di un vero best seller: Il dominio del fuoco, di Sabaa Tahir. (Recensioni goodreads ad oggi: 14.754)

Questo è il primo articolo di una serie in cui riporto la sintesi ragionata delle mie letture. Il fine è quello di aiutarti in modo pratico a leggere un romanzo oltre le parole scritte per imparare a progettare da chi ha scritto romanzi apprezzati in tutto il mondo.

Attenzione: se non hai letto il romanzo e intendi farlo prossimamente, evita di leggere questa guida.

 

come scrivere un romanzo fantasy

 

Il dietro le quinte del romanzo: la progettazione narrativa


Amo i fantasy e ne ho letti tantissimi nella mia vita, anche se mai abbastanza.

Poi per un periodo, dopo essere incappata in romanzi fantasy sbandierati come capolavori che erano in realtà mediocri e privi di originalità, ho smesso di andare alla ricerca di esemplari di questo genere.

I primi di settembre mi sono ritrovata a leggere un romanzo fantasy dopo davvero tantissimo tempo dall’ultimo.

L’occasione e il consiglio sono arrivati da due blogger (Chiara Ropolo e Dolci Carloni) che stimo molto e che danno sempre ottimi suggerimenti di lettura. 

Partecipando a questo gruppo di lettura ho avuto modo di iniziare e di finire, in pochi giorni, Il dominio del fuoco, primo romanzo di una trilogia della scrittrice pakistana-americana Sabaa Tahir.

Il gruppo di lettura impone delle tempistiche e un commento passo dopo passo, un tot di capitoli alla volta.

Questo mi ha permesso di smembrare la struttura di questo fantasy, prendendo nota di alcune riflessioni tecniche imprescindibili per chi come te desidera capire come scrivere un romanzo fantasy.

Dentro ogni grande romanzo, un romanzo che funziona, destinato a essere letto e apprezzato, si celano degli elementi narrativi fondamentali, che trasformano una storia banale e già letta, in una storia originale che risveglia l’interesse del pubblico.

È la magia della progettazione narrativa quel metodo infallibile che, inconsciamente o consciamente, tutti i grandi scrittori di romanzi mettono in atto per scrivere storie originali e coerenti dalla prima all’ultima pagina.

Quindi utile anche a chi come te è alla ricerca di consigli su come scrivere un libro fantasy.

Mi è capitato di collaborare con scrittori di fantasy (e tuttora ci collaboro) e mi sorprendo sempre nel vedere come, partendo da una stessa progettazione narrativa, ciascuno scrittore riesca a creare mondi immaginari davvero originali.

L’autrice best seller in questo caso ha scelto di scrivere il suo romanzo rispettando lo schema narrativo del Viaggio dell’eroe, desunto da Christopher Vogler, famoso sceneggiatore della Disney, partendo dai modelli del mito individuati da Joseph Campbell, antropologo e uno storico delle religioni.

Vogler è partito dagli studi di Campbell creando una struttura narrativa unica, basata su uno studio scientifico di come funziona il cervello umano.

Le tappe del Viaggio dell’eroe sono dodici, raggruppate in tre atti.

Ora vedremo di analizzare, passo dopo passo, tutto il primo atto, con le rispettive cinque delle tappe del viaggio che compiono gli eroi di questo romanzo, e ti indicherò quali sono nel romanzo fantasy le caratteristiche fondamentali da cui partire per scrive la tua storia. 

 

Atto Primo (capitoli 1-13)


1. Il mondo ordinario

La narrazione si apre con la descrizione della situazione di partenza in cui si trova il protagonista.

Di solito si narrano le sue abitudini, la sua routine, il suo stile di vita… è necessario dare un’immagine di vita piatta.

Così quando il cambiamento arriverà, il contrasto sarà ancora più in risalto.

Il dominio del fuoco si apre subito con la descrizione del mondo narrativo, del luogo che il lettore si ritroverà a visitare assieme ai protagonisti della storia per tutte le 414 pagine.

Capiamo subito di essere nel bel mezzo di un territorio, Serra, governato dai Marziali, una stirpe guerriera guidata dall’Imperatore.

Il territorio di Serra, cinquecento anni prima del presente narrativo era governato dai Dotti, popolazione pacifica dedita alla cultura, alla sapienza e allo studio, che è stata resa schiava grazie al potere delle armi e dell’acciaio di Teluman, una lega speciale invincibile.

In questa parte l’autrice abbonda con le descrizioni ambientali e mostra le situazioni di degrado e di sottomissione dei Dotti ai Marziali.

Esprime anche i valori condivisi del popolo che governa, impregnando di romanità i termini, i simboli e i nomi dei Marziali. Romanità che da sempre viene utilizzata come conferma per i regimi politici.

 

2. La chiamata all’avventura

In questa seconda fase l’Eroe si trova di fronte a un problema, a una sfida o a un’avventura da intraprendere.

La sua zona di comfort, quella in cui viveva nel Mondo Ordinario, è stata violata per sempre.

La chiamata all’avventura stabilisce la posta in gioco e chiarisce l’obiettivo dell’Eroe.

In questo romanzo gli Eroi sono due: Elias e Laia.

La storia prosegue alternando il punto di vista in prima persona dei due protagonisti.

Laia è una Dotta. La sua chiamata all’avventura passa attraverso una carneficina. Di notte la sua famiglia subisce un’imboscata da parte delle Maschere, l’esercito dei Marziali, che trucidano i suoi nonni e fanno prigioniero Darin, il fratello.

Laia riesce a fuggire, ma non sa dove andare, e soprattutto si sente una codarda per aver abbandonato il fratello alla sua sorte.

Elias è una Maschera. Si sta addestrando a Rupenera, l’Accademia dei Marziali. Una volta terminato il suo periodo alla caserma diventerà una vera e propria guardia dell’Imperatore, obbligato a uccidere e assoggettare il popolo dei Dotti.

Elias non vuole diventare una Maschera, non vuole trucidare e rispettare gli ordini solo perché è stato obbligato a formarsi come soldato.

Mentre sta per disertare, un Augure, la divinità massima dell’Impero, lo redarguisce e gli profetizza il raggiungimento della vera libertà solo se non scapperà dopo il Diploma militare.

 

3. Il rifiuto della chiamata

Il terzo punto del Viaggio dell’Eroe tira in ballo la paura: paura di non farcela, l’estremo tentativo di ristabilire l’ordine delle cose e di non lanciarsi in un’avventura pericolosa.

Laia è una ragazza giovane, inesperta e incapace. Non ha la più pallida idea di cosa fare e da chi farsi aiutare. In realtà teme che la sua ultima possibilità sia la Resistenza, un gruppo segreto di uomini e donne che spera nella Rivoluzione e nel rovesciamento del potere costituito.

In camicia da notte, cercando di camuffarsi nel buio, Laia decide di raggiungere la sede segreta della Resistenza. Quando si rende conto che la sua è una pessima idea, viene intercettata da alcuni uomini armati.

Elias desidera solo scappare il più lontano possibile attraverso il tunnel che ha scavato nella sua camera-cella. Ha nascosto viveri e vettovaglie per il viaggio.

Desidera sempre mettersi in viaggio verso i Territori di Marinn, i territori liberi d’Oriente, e dimenticare la follia dell’Impero e delle Maschere.

Tuttavia il pensiero della profezia dell’Augure lo tormenta. Caino gli ha detto che potrà raggiungere la vera libertà solo restando; al contrario, se partisse, la sua sarebbe una vita vissuta a metà.

 

4. Incontro col Mentore

Questo è il momento in cui l’Eroe incappa nel suo Mentore privato, una figura importante, che lo sprona a proseguire nel viaggio, preparandolo ad affrontare l’ignoto.

Il Mentore può aiutare oppure osteggiare l’Eroe, ma non si deve mai sostituire a lui nella missione che il destino gli ha presentato.

Laia viene fermata dagli uomini armati, i membri della Resistenza e portata davanti ai capi delle due fazioni. Chiede aiuto per liberare il fratello in virtù della sua discendenza.

Laia non è una Dotta qualsiasi, ma la figlia della Leonessa e del Tenente, i più grandi leader che la Resistenza abbia mai avuto. Kendall, uno dei ragazzi della Resistenza ammira tantissimo i genitori di Laia; in un paio di occasioni gli hanno salvato la vita.

Decide quindi di intercedere per Laia, cercando di convincere i due capi della Resistenza, ormai spaccata in due fazioni, ad aiutare la giovane.

Elias incontra il nonno dopo il Diploma, l’unica figura paterna della sua vita.

Il protagonista è infatti il figlio bastardo della Comandante, colei che domina a Rupenera, una donna sadica e brutale, la prima delle Maschere, che l’ha partorito in mezzo al deserto senza riconoscerlo, abbandonandolo agli animali selvaggi.

Elias odia la madre e la madre lo ricambia.

È stato il nonno a trovarlo e a salvarlo anni dopo, obbligandolo però a iniziare il percorso nell’Accademia Militare per il bene della gens a cui appartiene: la stirpe Veturius.

Il nonno rinnova il suo orgoglio per il nipote, per la sua trasformazione in Maschera a tutti gli effetti.

Sul Mentore ho scritto un intero Report Tecnico, che puoi scaricare gratuitamente iscrivendoti alla mia newsletter.

 

5. Il superamento della prima soglia

Con il superamento della soglia e la decisione di accettare la sfida che la vita gli ha lanciato, l’Eroe entra fisicamente nel Mondo Straordinario, e da quel momento nulla sarà come prima.

Con il superamento della prima soglia il primo atto del Viaggio dell’Eroe termina.

La Resistenza aiuterà Laia cercando di salvare Darin, ostaggio in una delle più pericolose prigioni dell’Impero; in cambio pretende che Laia vada in missione a Rupenera.

Laia decide di accettare l’offerta della Resistenza, convinta che sia l’unica strada per liberare il fratello Darin, l’ultimo membro della sua famiglia che gli rimane.

Decide di fingersi una schiava e, con i ceppi a mani e piedi, entrerà a Rupenera come schiava personale della Comandante, che ha già portato alla follia, ucciso, malmenato e mutilato altre giovani Dotte prima di lei.

Elias, durante la cerimonia del Diploma, ha saputo che la profezia pronunciata cinquecento anni prima dagli Auguri sta per compiersi.

La stirpe dell’attuale Imperatore sta per estinguersi. Sarà quindi necessario individuare un nuovo pretendente al trono.

Vengono scelti quattro valorose Maschere appena addestrate: Elias, Helene (la sua migliore amica), Marcus e Zach (fratelli gemelli e antagonisti dei primi due). Elias decide di partecipare alle Selezioni.

In questo primo atto l’autrice pone l’accento e definisce alcuni elementi narrativi fondamentali per convincere il lettore a proseguire con il romanzo.

Se sei agli inizi e non sai come scrivere un romanzo fantasy, ti consiglio di partire dallo schema che hai appena letto.

Definisci la trama della tua storia e fai in modo che i cinque punti che abbiamo appena analizzato siano tutti presenti. Dopo, concentrati sugli aspetti psicologici dei personaggi e del narratore.   

 

Aspetti psicologici: il Mondo Narrativo e le sue regole


Il Dramma di Laia: è una figlia della Resistenza ma ha sempre vissuto lontana dalla guerra.

Salvare Darin non rappresenta solo recuperare l’unico membro della sua famiglia ancora in vita, ma vendicare sua madre e suo padre.

Tuttavia Laia non si sente all’altezza del compito ed è dominata dalla paura.

Il Dramma di Elias: è il figlio della Comandante ma la odia e odia il luogo e il destino che sono stati scelti per lui. Non vuole essere una Maschera, compiere soprusi e uccidere.

Desidera la Libertà e non vuole assomigliare alla madre in nessun modo.

Il Dramma Generale del Mondo Narrativo: le regole stanno per cambiare. L’equilibrio sta per venire meno.

L’epoca delle gens Taius che ha governato per cinquecento anno si chiuderà e se ne aprirà un’altra, che forse sconvolgerà l’assetto politico/militare di Serra.

Il Narratore: fondamentale che siano le voci di una Dotta e di un Marziale a raccontare la storia, perché permette al lettore di comprendere il punto di vista sia dei vinti che dei vincitori.

Sabaa Tahir mostra tutta la posta in gioco al lettore e prepara all’azione dei capitoli successivi, che per motivi di praticità analizzerò successivamente in un eBook dedicato a come scrivere un romanzo fantasy.

L’idea è creare una sorta di manuale per scrivere un libro fantasy che sia originale e coerente dall’inizio alla fine. Un qualcosa di estremamente pratico e semplice. Te ne parlerò meglio nelle prossime settimane, qui sul blog e nei miei canali social. 

 

Come scrivere un romanzo fantasy: dalla teoria alla pratica


Ora conosci la teoria di come scrivere un romanzo fantasy e come in tutti gli ambiti della narrativa (e non solo) la sua applicazione ha ampi margini di soggettività.

Devi affinare il tuo sguardo e il tuo stile per scrivere un romanzo fantasy davvero unico e diverso da quelli attualmente in circolazione.

Se ti senti ancora insicuro e pensi di aver bisogno di una mappa più dettagliata con tutti i passi da seguire (e relativi esempi) per progettare il tuo romanzo, non ti resta che leggere Progettazione su Misura.

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In Progettazione su Misura ho raccolto tutta la mia esperienza da editor costruita sul campo, attraverso il lavoro con scrittori di ogni tipo, e tutte le tecniche più efficaci apprese in anni di studio.

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Ti auguro di raggiungere il successo letterario che meriti,

Stefania