L’importanza della forma nella narrativa per ragazzi – Intervista alla Biancoenero Edizioni

Inauguriamo l’Angolo Delle Interviste con la Biancoenero Edizioni (sito web), casa editrice indipendente con sede a Roma.

Parleremo di font, formattazione e opportunità per gli aspiranti scrittori di narrativa per bambini e ragazzi.

Biancoenero Edizioni

Ho scovato la Biancoenero Edizioni qualche tempo fa e ho notato che avete un posizionamento ben mirato. Cosa non scontata tra le piccole case editrici indipendenti. Cosa vi differenzia dalle altre case editrici e quali sono i vostri punti di forza?

Non so se ci sia qualcosa che ci differenzia da tutte le altre case editrici. Però la particolarità del nostro progetto editoriale ci connota in maniera piuttosto precisa. Infatti tutti i nostri libri sono libri ad Alta Leggibilità. Questo probabilmente è il nostro punto di forza.

Noi facciamo libri per bambini e ragazzi, dai 7 anni fino alla fascia dei giovani adulti. Sono libri che vanno bene per tutti, ma che aiutano in particolare chi ha difficoltà di lettura. Diciamo sempre che l’Alta Leggibilità è come un ascensore: utile per tutti, indispensabile per qualcuno.

Sono rimasta molto colpita dal progetto Alta Leggibilità. Biancoenero Edizioni, potete spiegarci cos’è, come è nato il progetto e perché ci state investendo così tanto?

In Italia, siamo stati i primi a parlare di Alta Leggibilità (in realtà, abbiamo proprio “inventato” questo termine, che prima non esisteva), ormai 10 anni fa. E a tutt’oggi siamo l’unica casa editrice che ha un intero catalogo ad Alta Leggibilità.

In questi 10 anni, la Biancoenero Edizioni ha coniugato un lavoro di ricerca ad un lavoro editoriale. Siamo stati affiancati anche da terapisti, psicologi, e gruppi di ragazzi, sia normolettori che DSA. Questo ci ha portato, nel tempo, a standardizzare una serie di criteri, sintattici, lessicali e tipografici che inseriamo nei nostri libri e che li rendono più facili da leggere.

Cercare di abbattere le barriere tipografiche per avvicinare anche i lettori con maggiori difficoltà, a volte patologiche, vi fa onore. Il lavoro di redazione sulla comprensibilità di un testo è delicato e complesso. Qual è l’equilibrio tipografico che date alle vostre pubblicazioni?

Sicuramente il lavoro di redazione è quello più delicato, è vero. Richiede molta esperienza, un costante studio, e una ricerca di equilibrio tra la semplificazione e il graduale arricchimento lessicale. La semplificazione, infatti, ha senso solo se è finalizzata al recupero della complessità.

Il lavoro tipografico è invece la parte del nostro lavoro più semplice da mostrare e infatti spesso è anche quella che riusciamo a veicolare meglio.

La pagina color crema, un allineamento del testo a sinistra, la mancanza della sillabazione, le righe spezzate e i paragrafi brevi sono i principali criteri standardizzati dal punto di vista tipografico, insieme all’utilizzo di una font ad Alta Leggibilità. È importante però sapere che tutto questo, senza un lavoro redazionale sul testo, non può bastare.

La font Biancoenero® è ormai diventato il cavallo di battaglia della Biancoenero Edizioni. Un’invenzione innovativa nel panorama editoriale. Cosa distingue questa font dalle altre? A chi consigliate di usarla? Ci sono limitazione al suo uso?

Nel 2011 abbiamo disegnato il nostro carattere di stampa, la font Biancoenero®, che utilizziamo nei nostri libri. Ma Biancoenero® è stata anche la prima font italiana ad Alta Leggibilità messa a disposizione gratuitamente per chi ne faccia un uso non commerciale.

E ad oggi più di 2000 tra scuole, insegnanti, terapisti, genitori e istituzioni ne ha fatto richiesta.

È stata disegnata dai graphic designer Riccardo Lorusso e Umberto Mischi, con la consulenza di Alessandra Finzi (psicologa cognitiva), Daniele Zanoni (esperto di metodi di studio in disturbi dell’apprendimento) e Luciano Perondi (designer e docente di tipografia all’ISIA di Urbino).

Nel disegnarla, si è lavorato sulla singola lettera in modo che non si confonda con le altre, soprattutto nel caso delle lettere speculari (b–d, p–q, a–e).

Inoltre si sono differenziate le lettere che nelle comuni font presentano similarità eccessive, come capita a l con I o m con n. La larghezza media delle lettere è maggiore rispetto alle comuni font di testo ed è stato aumentato in proporzione anche lo spazio tra le singole lettere e lo spazio tra parola e parola.

Ma soprattutto, e questa secondo noi è la cosa più importante, si è cercato di fare tutto questo senza arrivare ad una font eccessivamente specializzata che, oltre a penalizzare la qualità tipografica della font, avrebbe causato un effetto straniante.

La font può essere utilizzata da tutti, ovviamente. È una font normalissima, solo più facile da leggere per chi ha particolari difficoltà. Ovviamente la consigliamo in particolare a insegnanti od operatori che lavorano con i ragazzi, perché permette di proporre lo stesso lavoro ad un intero gruppo, anche quando comprende ragazzi con DSA. In un’ottica di inclusione invece che di esclusione.

A questo scopo la font è stata messa a disposizione gratuitamente sul nostro sito, per chi ne fa un uso non commerciale. Inoltre è stata anche acquistata da diverse case editrici di scolastica, come Lattes, Mondadori, Cetem, che l’hanno utilizzata per i loro manuali.

Qui su Editor Romanzi cerco sempre di fornire agli aspiranti scrittori consigli utili, immediati e ben approfonditi. Molte volte mi trovo di fronte a romanzi che hanno una scarsa leggibilità. Voi, che della chiarezza grafica avete fatto il vostro manifesto, cosa consigliereste agli scrittori che si autopubblicano o che propongono il loro romanzo alle case editrici? Quali sono secondo voi le regole da seguire per rendere il più leggibile possibile una bozza? Quanto è importante l’alta leggibilità?

Il consiglio che diamo sempre agli autori che ci contattano è di sapere cosa stanno inviando e a chi. Prima di sottoporre un lavoro ad una casa editrice, infatti, è importante conoscere il suo progetto editoriale, e capire se è adatto a ciò che vogliano pubblicare.

Non ha senso continuare a proporre un romanzo poliziesco per adulti ad un editore che fa solo albi per bambini, no? Eppure succede.

Con conseguente perdita di tempo per tutti. Quindi innanzitutto proporre il proprio lavoro a una casa editrice dopo che la si è “studiata”. E poi proporlo con una lettera di presentazione chiara, che racconti chi siete in maniera efficace ma sintetica, allegando magari una sinossi e un primo capitolo del proprio lavoro.

Parliamo di opportunità per gli aspiranti scrittori. Quali sono i vostri parametri di selezione?Siete aperti alle proposte di scrittori inediti o puntate su autori già noti nel mondo editoriale della narrativa per ragazzi?

Tendenzialmente noi pubblichiamo cose che ci piacciono, o che in qualche modo reputiamo adatte al nostro progetto. Sia che siano di autori italiani, sia che arrivino dall’estero e vadano tradotti.

Siamo assolutamente apertissimi alla collaborazione con scrittori inediti. Ovviamente la caratteristica per noi più importante è la Leggibilità, che si riesce a intravedere anche in un testo ancora da editare.

Quanto influenzano le vostre scelte le opinioni e le proposte degli agenti letterari?

Non ci è capitato di esserne influenzati. Abbiamo sempre valutato le proposte degli agenti come quelle che arrivano dai singoli scrittori.

Vi è mai capitato di cercare nuovi scrittori nel mare del web?

Sì, noi abbiamo una email dedicata nella quale riceviamo le diverse proposte, che mano mano leggiamo e valutiamo. E con quello strumento ci è capitato di entrare in contatto con autore noti ma anche con autori meno noti, con i quali abbiamo avviato una collaborazione.

Parliamo di editing. Molte case editrici preferiscono romanzi già editati che necessitano di editing leggero per uniformare il manoscritto alla linea editoriale della collana. Voi preferite ricevere romanzi già editati o preferite essere voi a sbozzare il manoscritto?

No, per noi il lavoro di editing insieme all’autore è fondamentale. Proprio per l’Alta leggibilità, siamo costretti ad un’attenta revisione del testo, e in questo senso non si può prescindere dall’autore.

Ovviamente però, il testo nelle mani della casa editrice dovrebbe arrivare corretto, controllato, rivisto e spulciato già dall’autore! È importante non confondere i diversi livelli di lavorazione…

Che margine di crescita annuo ha la Biancoenero Edizioni in termini di nuove pubblicazioni? Quali sono le vostre considerazioni sull’attuale mercato editoriale della narrativa per ragazzi?

Siamo una piccola casa editrice indipendente, pubblichiamo circa 10 titoli nuovi all’anno.

Sicuramente le difficoltà del mercato editoriale, inteso in maniera ampia, sono chiare a tutti. Quello per ragazzi rimane un settore sicuramente per certi versi più “felice”, ma far appassionare alla lettura non è facile, né con i grandi, né con i piccoli.

Prima di concludere, quali sono i 3 consigli che dareste agli autori di narrativa per bambini e ragazzi che vogliono farsi largo nel mondo dell’editoria?

• Leggete e “studiate” tanto, non per imitare ma per imparare.

• Cercate di entrare in contatto con una casa editrice che abbia un progetto editoriale giusto per il vostro lavoro.

• Non vi dimenticate mai che la vostra storia, i vostri personaggi, il vostro racconto, devono piacere innanzitutto ai bambini e ai ragazzi. Sono loro i destinatari del nostro lavoro.

 

Grazie alla Biancoenero Edizioni per la collaborazione e alla prossima con una nuova, interessante, chiacchierata nell’Angolo Delle Interviste.