Jeffery Deaver: 5 consigli per scrivere un romanzo

Tutti conosciamo la bravura di Jeffery Deaver. Nel 2015, durante la presentazione del suo romanzo Hard News, al SaloneOFF di Torino, Jeffery Deaver indicò le principali linee guida del suo metodo di lavoro.

Il video integrale puoi trovarlo facilmente navigando nel web. In questo articolo riporto i cinque principi fondamentali che Jeffery Deaver usa per scrivere i suoi romanzi. L’obiettivo non è dirti di copiare il “metodo Deaver”, ma farti riflettere sul tuo metodo creativo.

Jeffery Deaver

1. La filosofia della scrittura

“Scrivere è business, non è un’arte.” 

Può suonare strano e a qualcuno farà storcere il naso, ma secondo Jeffery Deaver scrivere un romanzo vuol dire dar vita a un prodotto di consumo.

L’intrattenimento viene prima di tutto – sostiene l’autore statunitense – il lettore è il consumatore, mentre l’editore è il partner con il quale dividere i profitti.

La storia deve essere in target, come si dice nel gergo: appetibile per il pubblico di lettori che lo scrittore ha collezionato nel tempo.


2. Piano d’azione

Come ogni creazione, anche il romanzo richiede un piano d’azione da seguire per arrivare a un risultato piacevole e apprezzabile.

Jeffery Deaver paragona un romanzo a un dentifricio.

Nessuno di noi comprerebbe un dentifricio al gusto di aglio, cipolla o fegato, vero?

Allo stesso modo, come disse Mickey Spillane (considerato uno dei padri del genere hard-boiledil lettore non legge un libro per arrivare a metà.

Lo scopo che si pone Jeffery Deaver tutte le volte che scrive un romanzo è di dare al lettore un’esperienza eccitante. Ed è sempre alla ricerca di nuovi modi per sorprenderlo.

Lui conosce i suoi lettori e cerca di scrivere storie che possano apprezzare fin dalla prima frase, meglio – sostiene – se riescono a leggerle tutte d’un fiato. E personalmente, quando leggo i romanzi di Jeffery Deaver, vengo risucchiata in un vortice da cui non riesco a uscire, e leggo leggo leggo, senza dare spazio a nient’altro.

Prendiamo, ad esempio, personaggi storici come Mozart, Rembrandt o Shakespeare. Tutti creavano prodotti di consumo e, se ci pensi bene, all’epoca nessuno li considerava artisti come li consideriamo noi oggi. 

Erano apprezzati per quello che creavano, per le emozioni che riuscivano a suscitare e tutti, all’epoca, erano molto “commerciali”.

Questo non vuol dire creare qualcosa di semplice o banale. I romanzi di Jeffery Deaver sono tutt’altro che banali.

Un consiglio che dà l’autore di best-seller è di focalizzarsi su una precisa nicchia di lettori e di imparare a conoscerli bene. E scrivere per loro, scrivere quello che vogliono leggere.

Se te lo stai chiedendo, autori come Joyce, Proust, Wallace e Pynchon scrivevano storie per un pubblico di nicchia.


3. L’idea

Per scrivere un romanzo bisogna partire da un’Idea Prima. Da dove prende Jeffery Deaver le idee?

Da casi criminali alla portata di tutti.

A questo però va affiancato un messaggio più profondo dell’evento in sé.

Jeffery Deaver spiega che è sempre alla ricerca di storie che portino il lettore a leggere fino alla fine, dalle quali, però, sia possibile ricavare qualcosa di concreto, che vada oltre la storia.

Cerca sempre di creare personaggi verosimili e profondi, che dicano qualcosa anche quando non parlano, attraverso la loro sola presenza.

Il consiglio che dà è di porre sempre un problema alla base, una domanda essenziale di fondo. E sotto questa domanda celare un argomento di più ampia portata, che spinga il lettore a ragionare, mettendo in dubbio le sue convinzioni sociali e riconsiderando alcune posizioni.


4. La struttura

“Costruisco minuziosamente l’architrave del mio romanzo.”

Il mondo della scrittura si divide in due filoni:

 – pianificatori;

 – improvvisatori.

Il primo gruppo fa capo a Gustave Flaubert, il quale diceva che i libri non si fanno come si fanno i bambini. I libri si creano come si creano le piramidi. Un passo alla volta, con disegni e diagrammi, come il progetto di una casa.

Il secondo si può riassumere con una frase di George R.R. Martin: i libri non si costruiscono, ma crescono come i fiori. Pur mettendoci amore e pazienza, non sapremo mai quale direzione prenderanno e come si svilupperanno.

Detto in altre parole, uno è il filone della scrittura consapevole, quella che progetta; l’altro della scrittura di getto, che, a parere mio, ai meno esperti può sembrare la via più facile, ma alla fine si rivela la più complicata.

Jeffery Deaver segue il primo filone.

Per scrivere il romanzo Hard News ha impiegato ben otto mesi di progettazione prima di iniziare la fase di scrittura vera e propria. Spiega l’autore che per tutti questi mesi, prima di scrivere la primissima parola della storia, ha organizzato, pianificato e costruito l’architettura del suo romanzo.

Per progettare ci vuole una buona preparazione tecnica e argomentativa. Forse è la strada che nel breve periodo può risultare più difficile e faticosa, ma nel lungo periodo ti facilita il lavoro e la scrittura. La progettazione narrativa ti aiuta, durante tutto il percorso creativo, a riflettere meglio sulla storia che vuoi scrivere.

Per Jeffery Deaver è fondamentale progettare, perché lo aiuta a capire se l’idea di base funziona oppure no; se vale la pena scrivere quella storia oppure passare ad altro. 

Come ha fatto a capire se la storia funzionava e aveva potenziale?

Preparando una scaletta, più o meno lunga a seconda dei casi. Se avesse scritto di getto centinaia di pagine – e penso che ne sia in grado –  prima di capire che la storia non reggeva avrebbe perso tempo ed energie inutilmente.

Una volta progettata la storia, la fase di scrittura – spiega Jeffery Deaver – è stata un gioco da ragazzi, perché sapeva perfettamente dove e cosa scrivere. Infatti per iniziare e finire il romanzo ha impiegato due mesi, a fronte degli otto spesi in progettazione. In meno di un anno ha un best-seller da milioni di copie nel cassetto.


5. Revisione

“La riscrittura è una fase importantissima.”

Scrivere e riscrivere è fondamentale per continuare a migliorare, sbozzare, cesellare la storia fino a definirla in ogni dettaglio.

Se ti è capitato di leggere i primi romanzi di Jeffery Deaver ti sarai accorto che nei ringraziamenti cita il suo staff. Non uno o due editor, ma uno staff intero di persone che segue la creazione del romanzo, assistendo l’autore dalla progettazione alla revisione finale.

L’autore rivela che ha corretto ben 40 volte il romanzo, a computer e su carta, prima di inviarlo al suo editore.

Jeffery Deaver non è l’unico a dare particolare importanza alla revisione del testo, anche Stephen King non dimentica mai di sottolineare l’importanza di scrivere e riscrivere. Naturalmente a un certo punto bisogna fermarsi, ed è per questo che tutti i grandi autori sono affiancati da un editor.

L’editor per questi autori è colui che aiuta a capire quando è giunto il momento di mettere il punto finale alla storia; è colui che indica dove si può migliorare, senza mai calpestare il loro stile, senza mai imporre le proprie scelte.


Jeffery Deaver ha torto o ha ragione?

Il metodo di Jeffery Deaver può piacere o non piacere, ma è indubbio che per lui funzioni. In un’altra Nazione e in un altro mercato. Tuttavia credo che anche a te, che scrivi per un pubblico italiano, le parole di Jeffery Deaver possano essere utili.

Penso che ogni autore abbia il suo metodo. Anche tu, se non ce l’hai già, dovrai creartene uno per mettere ordine fra le idee. Non esiste un metodo giusto o un metodo sbagliato, ma concordo con Jeffery Deaver quando spiega che progettare il romanzo prima di scriverlo facilita il lavoro di creazione della storia. Detto questo, ognuno elabora il suo metodo di progettazione.

Personalmente penso che, sei sei uno scrittore alle prime armi o non ti senti ancora soddisfatto del riscontro che hai ottenuto con il tuo romanzo, forse adottare un metodo di lavoro più concreto e consapevole potrebbe portarti a raccogliere buoni frutti nel lungo periodo. Naturalmente ci vogliono tempo, pratica e determinazione.

Puoi iniziare seguendo i 12 passi del metodo Progettazione su Misura.

Ti auguro di raggiungere il successo letterario che meriti,

Stefania

*Immagine di copertina: © Stefania Crepaldi | Tutti i diritti riservati. Presentazione del romanzo “Il bacio d’acciaio”, Torino, 2016.