Nicole Teso: tutti i retroscena del suo successo editoriale

Il mio meraviglioso imprevisto di Nicole Teso è di sicuro uno dei libri più letti del 2019. A pochi giorni dall’uscita è salito in vetta a tutte le classifiche di narrativa, centrando il podio della prestigiosa classifica del Corriere della Sera. Un successo iniziato già in autopubblicazione quando il romanzo si chiamava Dimmi chi sei e consolidato con la casa editrice Newton Compton Editori. In questo articolo Nicole risponderà a molte domande, raccontandoci la sua esperienza e tutti i retroscena del suo successo editoriale.

 

nicole teso

 

Il percorso di Nicole Teso


Nei mesi scorsi ho avuto il piacere di moderare le prime due presentazioni ufficiali del romanzo Il mio meraviglioso imprevisto di Nicole Teso, dando la possibilità a chi mi segue sui social di inviarmi delle domande per Nicole.

Le domande sono arrivate numerose e come promesso le ho girate dal vivo all’autrice. Quella che segue è la loro trascrizione.

Nicole Teso ha avuto la fortuna di esplorare sia il mondo del self publishing sia quello dell’editoria tradizionale, quindi sono certa che le sue risposte potranno esserti d’aiuto per capire come orientarti nel mondo editoriale.

Nicole, che ringrazio, ci ha svelato alcuni retroscena della sua carriera di scrittrice e del suo metodo di scrittura.

La sua ascesa di giovane promessa del romance italiano ad alcuni fa invidia, ma personalmente penso che ci sia tanto da imparare da una scrittrice giovanissima, determinata e disposta sempre a mettersi in gioco pur di migliorare.

Prima di lasciarti alle parole di Nicole Teso ti ricordo che questo autunno uscirà il suo nuovo romanzo, sempre targato Newton Compton Editori, dal titolo Dove inizia la tempesta, un mafia romance che di sicuro saprà emozionarci.

 

Domande e risposte


Come è nata l’idea del romanzo Il mio meraviglioso imprevisto?

Sembrerà assurdo, ma l’ho sognata. Erano le tre del mattino quando mi svegliai completamente sudata; le scene ancora vivide nella mia testa. Ho pensato: questa è la storia giusta. Una storia che deve essere scritta. Annotai tutto sulle note dello smartphone e il giorno seguente nacquero Mercy e Adam.

Perché scrivere un romance?

L’idea iniziale era quella di scrivere un fantasy. Sono sempre stata una lettrice accanita di fantasy. Inizialmente, però, non credevo di avere le competenze per scriverlo. Così, ho deciso di cominciare con qualcosa di più semplice, qualcosa che mi permettesse di mettermi in gioco e di testare il mio stile. Poi, mi sono appassionata al romance e ho continuato. Tuttavia, l’idea di scrivere un fantasy si concretizza giorno dopo giorno. Prima o poi, lo farò! Ne sono certa!

Qual è il messaggio del romanzo?

L’amore. Quello viscerale, straziante e indimenticabile. Quello delle prime volte, dei primi momenti, delle prime esperienze. Quello che, se anche crediamo di dimenticare, convive per sempre dentro di noi.

Come vivi la tua esperienza con i lettori?

Io tengo moltissimo ai miei lettori. Ogni giorno, dedico parecchie ore per rispondere ai messaggi, ai commenti e alle condivisioni. Rispondo sempre a tutti. I lettori sono coloro che mi hanno permesso di arrivare fino a qui e sarò sempre grata per questo.

Perché una volta terminato l’editing di Dimmi chi sei hai scelto la strada del Self publishing e non hai proposto il romanzo direttamente alla casa editrice Newton Compton?

Newton Compton non accetta manoscritti. Più volte ho pensato di inviare il testo a qualche altro editore, ma i tempi d’attesa previsti si aggiravano attorno ai 6/8 mesi. Per natura, io sono super impaziente, quindi non sarei riuscita ad aspettare per tutto quel tempo, in ansia, aprendo e chiudendo la casella e-mail di continuo. Così, mi sono messa in gioco. D’altronde, i lettori sono i migliori critici letterari con cui potrete mai confrontarvi!

Quante volte riscrivi le scene dei tuoi romanzi?

Dipende. A volte mi soddisfano già alla prima stesura. Alcune scene, però, sono riuscita a riscriverle anche dieci volte!

Hai sempre desiderato diventare una scrittrice di rosa?

Ho sempre desiderato diventare una scrittrice poliedrica, come Jennifer L. Armentrout, la mia scrittrice preferita. Lei spazia dal fantasy, all’erotico, al paranormal, al thriller.  Il mio sogno è sempre stato scrivere più generi con la sua stessa abilità.

Sei orgogliosa dei traguardi raggiunti?

Orgogliosissima! Ma questo non è un punto d’arrivo, bensì il punto di partenza per migliorarmi e cercare di coronare tutti i miei sogni.

Come ci si sente ad aver raggiunto una casa editrice così prestigiosa alla tua età?

Scombussolata. Certe volte mi chiedo se sia reale, oppure il frutto elaborato di un sogno. Il giorno in cui ricevetti l’e-mail con il contratto, piansi tantissimo. Non riuscivo a crederci!

Hai una routine per quanto riguarda la scrittura?

Cerco di scrivere qualche pagina tutti i giorni, ma non sono brava in questo! Purtroppo, in alcuni periodi, il lavoro mi tiene molto occupata e trascorro anche due settimane lontana dal pc.

Dove prendi l’ispirazione per le tue storie?

L’ispirazione colpisce quando meno me l’aspetto! 😀
A volte, nel negozio in cui lavoro. Mi capita spesso di osservare le persone e trarre ispirazione da loro: piccoli aneddoti, litigi, sguardi di traverso che mi fanno viaggiare con la fantasia e costruire infiniti mondi paralleli. Per esempio,  Il mio meraviglioso imprevisto l’ho sognato.

In che percentuale conta la progettazione narrativa rispetto alla scrittura di getto?

100 a 0. Inizialmente, scrivevo di getto. Poi, ho conosciuto Stefania Crepaldi e ho cominciato a seguire tutti i suoi video. Da lì, ho capito quanto fosse importante progettare la storia, prima di cominciare a scriverla. Ha cambiato completamente il mio modo di lavorare.

Quando hai capito che fare la scrittrice sarebbe stata la tua strada?

Quando pubblicai Loving the demon ero solo una ragazzina piena di aspettative che si sarebbero dissipate velocemente. Questa era la mia idea quando cliccai il tasto “pubblica”. Poi, arrivarono le prime recensioni, le condivisioni, la classifica. Un uragano di emozioni che mi travolse. Fu in quel momento che pensai: Forse, c’è davvero qualcosa in me. Forse ho una possibilità per dimostrare il mio valore in questo magico mondo dell’editoria.

Come è cambiato il tuo modo di approcciarti alla scrittura dopo aver incontrato Stefania Crepaldi?

È cambiato moltissimo. Adesso, impiego moltissimo tempo per progettare la storia nei minimi dettagli. La cosa positiva è che quando comincio a scrivere, ho una panoramica precisa di dove voglio arrivare e di come arrivarci.

C’è un messaggio comune che lega tutte le tue storie? Oppure ogni romanzo è a sé stante?

Il messaggio che lega tutte le mie storie è l’amore. Senza amore nient’altro può esistere.

Siamo giunti alla fine di questo articolo.

Spero che le risposte di Nicole ti sia state utili per chiarirti dubbi e perplessità sul mondo editoriale.

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Ti auguro di raggiungere il successo letterario che meriti,

Stefania