eLove Talent: come presentare il miglior romanzo d’amore

Uno dei modi migliori per farsi notare dalle case editrici è partecipare a un concorso letterario. In questo articolo voglio parlarti di uno dei pochi concorsi interamente dedicati al genere rosa. Il concorso in questione si chiama eLove Talent ed è organizzato da Kobo Writing Life, piattaforma di autoedizione di Kobo, in collaborazione con Harmony (HarperCollins), prestigioso editore della narrativa rosa. Lo scopo è trovare il più bel romanzo d’amore digitale. In questo articolo ti fornisco alcuni consigli pratici per presentare un buon romanzo rosa al concorso. Potrai inoltre leggere l’esperienza di Liliana Cannavò, con cui ho avuto il piacere di collaborare, che dopo essere arrivata tra i cinque finalisti della prima edizione di eLove Talent è diventata un’autrice HarperCollins.

 

elove talent

 

eLove Talent: come funziona


eLove Talent è un concorso di scrittura che mette in palio la pubblicazione con Harmony del romanzo rosa vincitore e visibilità esclusiva nella libreria digitale della piattaforma Kobo.

Kobo è uno degli store online più importanti in Italia e si pone per il self publishing come una valida alternativa ad Amazon. Infatti, attraverso la sezione Kobo Writing Life puoi pubblicare la tua opera e gestire le vendite in modo semplice e veloce.

Come puoi immaginare la realtà Kobo è ampia, variegata e molto importante nel panorama italiano. Avere dunque visibilità al suo interno significa arrivare a milioni di lettori in Italia e all’estero.

Quindi, il concorso Kobo eLove Talent ti aiuta a far conoscere il tuo stile narrativo e ad attirare l’attenzione dei lettori, che giudicano le opere in gara.

I cinque finalisti per il primo premio di eLove Talent vengono infatti selezionati in base alle votazioni e alle recensioni più positive dei lettori che frequentano la piattaforma Kobo. Alla fine, una giuria d’eccezione nomina il primo classificato.

Gli altri quattro finalisti possono attirare indirettamente l’attenzione della giuria per ottenere una prestigiosa pubblicazione; oppure, attraverso le recensioni del pubblico, modificare e sistemare quegli snodi narrativi che non sono stati apprezzati dai lettori, ottenendo quindi dei preziosi consigli sul valore commerciale della storia.

 

I romanzi rosa non sono tutti uguali


Abbiamo detto che il concorso eLove Talent premia il miglior romanzo d’amore. Attenzione però, perché il genere rosa ha molte sfumature.

Noto da anni che in Italia, purtroppo, il genere rosa è ampiamente bistrattato. In realtà è un genere letterario con una sua dignità e profondità. A volte l’ironia e la leggerezza vengono confuse con la banalità e la superficialità.

Ma così non è… o per lo meno così non è per tutti i romanzi rosa in circolazione.

Il rosa abbraccia tantissimi sottogeneri e ti basterà scorrere le pagine della piattaforma Kobo o di altri store online per capire che i romance sono veramente tantissimi.

Quindi la prima cosa di cui devi essere consapevole quando scrivi e presenti un romanzo rosa è il sottogenere di appartenenza.

Questo ti permetterà di non sbagliare quando nei concorsi letterari vengono indicati, con estrema precisione, i sottogeneri ammessi.

Ad esempio, nel caso di eLove Talent alla seconda edizione sono ammessi solo i seguenti sottogeneri: Romance Contemporaneo; Romance storico; Romantic Suspense; Passion.

Cosa distingue tra loro questi sottogeneri del rosa?

Il Romance Contemporaneo è il sottogenere che individua tutti quei romanzi rosa ambientati, a livello temporale, dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Il Romance Storico, viceversa, è il sottogenere che individua tutti i romanzi rosa ambientati prima della Seconda Guerra Mondiale.

Il Romantic Suspense, invece, è un sottogenere di rosa dove troviamo degli elementi propri dei gialli. Alcuni snodi della trama, dunque, rimandano a un giallo, a un mistero da scoprire, a un’indagine da svolgere, per esempio.

Il Passion romance è quello in cui le scene di passione e sesso esplicito sono al centro della narrazione vera e propria.

 

Consigli di base per scrivere un romanzo rosa


Per diventare uno dei finalisti di eLove Talent e catturare l’interesse dei lettori di Kobo, devi prestare molta attenzione a tre elementi: lo stile narrativo, la trama e le qualità letterarie tipiche del sottogenere rosa di appartenenza.

Nei romance la prevedibilità della trama e il lieto fine fanno parte della grande attrattiva del genere, un genere che conforta e allieta nei momenti più difficili della vita.

Ti consiglio di dedicare particolare attenzione ai personaggi e all’ambietazione, perché questi sono a mio parere i due elementi narrativi che più caratterizzano un romanzo rosa.  

Inoltre, nel sito web del concorso eLove Talent è stata indicata non a caso una voce molto particolare: interesse del soggetto trattato per il pubblico generale o potenziale commerciale del lavoro.

Questo vuol dire che quando progetti e scrivi il tuo romanzo rosa devi pensare sempre ai lettori che ti leggeranno e all’affinità con le altre pubblicazione di Harmony e HarperCollins.

Riflettendo con Liliana su tutti questi elementi abbiamo migliorato la qualità del suo romanzo e alla fine il duro lavoro ha premiato l’autrice che è arrivata tra i cinque finalisti di eLove Talent; successivamente le è stata proposta la pubblicazione da HarperCollins. Il suo romanzo rosa L’amante della sposa è stato pubblicato a giugno 2019.

In questa guida ho raccolto altri consigli pratici per progettare un buon romanzo rosa.

 

La storia di Liliana: finalista alla prima edizione di eLove Talent 


L’ultima parte di questo articolo è dedicata a una scrittrice con cui ho avuto il piacere di collaborare: Liliana Cannavò.

Liliana è arrivata tra i cinque finalisti della prima edizione di eLove Talent (2018) e alla fine, pur non vincendo il primo premio, è stata notata da HarperCollins, che ha deciso di pubblicare il suo romanzo d’esordio L’amante della sposa.

Ricorda sempre che partecipare a un concorso letterario non è solo ambire al primo posto, ma è anche una vetrina sul mondo editoriale che conta. E sappi che i concorsi vengono setacciati da talent scout di molte case editrici. Non li vedi, perché sono in incognito, ma ci sono. E osservano. Quindi il tuo obiettivo primario deve essere quello di proporre il miglior romanzo rosa che tu possa scrivere, perché non si sa mai.

Ora ti lascio alle parole di Liliana, che racconterà come è arrivata a pubblicare con HarperCollins il suo primo romanzo rosa.


Tutto comincia per caso un giorno di quattro anni fa.

Stavo scorrendo al computer le immagini di uno dei miei viaggi fatti in giro per il mondo – Corea del sud nella fattispecie – quando all’improvviso mi stuzzica l’idea di cominciare a scrivere un resoconto dettagliato delle mie esperienze di viaggio più eccitanti.

In verità, fin da ragazzina anch’io, come la maggior parte dei futuri scrittori e non, ho scritto moltissimo, mai però nero su bianco. L’ho fatto a modo mio, cioè neurone su neurone, ovvero “scrivendo” solo nella mia mente.

Pensavo – erroneamente – che scrivere avrebbe tolto magia a ciò che avevo dentro, fantasie e sogni compresi. Mi sbagliavo, ma non lo sapevo. Quando cominciai a scrivere il mio primo diario di bordo romanzato – oggi custodito in un cassetto – senza arte né parte, senza tecnica e sapere, scoprii con piacere, che farlo non solo mi divertiva, ma mi liberava dall’ansia, dall’emicrania e dallo stress da lavoro. Meglio tardi che mai, mi ripetevo entusiasta. Forse l’amore per la scrittura era dentro di me, ma non lo sapevo o semplicemente non avevo il coraggio di tirarlo fuori.

Inizio quindi a scrivere un romanzo, stavolta un rosa, lasciando emergere timidamente l’autrice che era nascosta in me. Comincio a interessarmi di tecnica narrativa, caratterizzazione dei personaggi, punti di vista, ambientazione…compro libri, leggo per ore ed ore, fino a farne uno studio attento e organizzato. Provo quindi a riscrivere il testo basandomi su ciò che avevo imparato. Poi lo riscrivo ancora. Accidenti è più complicato di quanto credessi e sperassi.

Mi ripetevo che qualcosa non andava. In effetti, chi scrive sa che scrivere non è soltanto una passione, ma è tanto altro che richiede parecchio impegno, sacrificio, costanza e direi anche molta umiltà.

Ogni giorno combatto contro il tempo, perché ne ho davvero poco. Lavoro tutto il giorno fuori casa, e quando la sera rientro, spesso una doccia rilassante ed una buona cena non mi bastano per ricaricarmi. Cerco il letto, e subito. Non mi resta quindi che la mattina, di solito mi alzo alle 5 per leggere o scrivere. A quell’ora, per la mia mente fresca e serena è tutto un piacere.

Tornando al mio primo rosa, mi avvio nel difficile cammino delle revisioni e con tanta ma tanta fatica, partorisco alla fine La sposa confusa poi diventato L’amante della sposa. L’idea del romanzo è nata dalla pratica clinica, essendo una psicologa specializzata in terapia familiare e di coppia, mi capita spesso di ascoltare le “confessioni più intime e scabrose” di mogli, mariti, amanti, single…

Credo di essere fortunata in tal senso, perchè se gioco a mettere insieme i frammenti di alcune storie in particolare, ho la trama di un romanzo servita su un piatto d’argento.

Finita la fase delle sei revisioni, orgogliosa quanto una madre che mette al mondo il suo primo bellissimo figlio, decido di continuare a fare le cose seriamente. Un amico, anche lui autore, mi parla di Stefania Crepaldi, editor di romanzi freelance.

La contatto per l’editing del mio romanzo. Prima di conoscere Stefania, non avevo idea di cosa significasse fare editing praticamente. Lo immaginavo come un momento di critiche spietate e giudizi raccapriccianti che avrebbero fatto a pezzi la mia autostima di aspirante autrice. Associavo l’editor a un’insegnante acida e giudicante. Per intenderci.

Comunque invio il manoscritto a Stefania, e qualche tempo dopo mi arriva la sua valutazione tecnica. Ciò che lessi nella sua mail mi lasciò a dir poco sconvolta per giorni. In poche parole Stefania definì il mio stile acerbo precisando – e meno male – che però c’era del potenziale per poterci lavorare insieme. Ricordo ancora oggi che ci rimasi male, anzi no malissimo. Quell’aggettivo è stato per me un duro colpo al cuore e all’autostima!

Ok, ok, digerito il primo indimenticabile verdetto professionale, rifletto a sangue freddo sul da farsi e concludo che, se lo dice una professionista del settore che sono acerba, sicuramente sarà così, ma questo non significa che non potrò maturare con il tempo, anzi di regola è così. Tutti i frutti maturano. Mi convinco e vado avanti. Quindi si ricomincia a studiare e a revisionare, ma stavolta con un ingrediente in più; l’analisi sul testo della mia editor.

Lavorare con lei è stato come viaggiare nel mondo della tecnica. I suoi commenti a lato del testo, sono stati pane per i miei denti, acqua per la mia mente assetata di sapere, e anche un motivo per imparare a sorridere di quegli errori talmente curiosi, che non puoi che riderci su. Un‘autrice deve anche far questo, o no?

Con Stefania a fianco ho imparato a poco a poco i segreti della scrittura professionale, e ho apprezzato tantissimo il suo metodo, secondo me rispettoso del lavoro dell’autrice. Lei infatti ti guida e non aggiunge al testo nulla, nemmeno un punto. Proprio così. Quindi autrici, bando al preconcetto che l’editor stravolge il testo di testa sua. Falso, è puro delirio di fantasia.

Stefania suggerisce, sottolinea e spiega… e ammonisce quando e se opportuno. Se poi non capisci o fai finta… ti telefona per parlarne a voce. Pagina dopo pagina, ti aiuta a comprendere cosa non va nel testo, e perché. Non giudica ma spiega. Non taglia nulla, nemmeno due parole messe insieme, perché lo “strappo”, come lo definisco io, pensando a quel trattamento di bellezza che noi donne facciamo, ti costringe a fartelo da sola.

Il taglio di pagine o addirittura capitoli, credo che sia per un’autrice la cosa più dolorosa da fare. Ore ed ore su quella pagina che ti pareva meravigliosa, e poi? Da tagliare. Caspita, ci vuole coraggio. Durante l’editing del romanzo, ho tagliato, corretto, letto, e riletto, e alla fine dopo alcuni mesi il mio primo romanzo era ufficialmente editato. Ogni scrittore/autore che si rispetti dovrebbe avere secondo me un editor personale, per fare di un romanzo pagine degne del tempo altrui. Sì, perché scrivere è anche una responsabilità verso chi ci sceglie, chi ci dedica il suo tempo libero e spera di trovare nelle nostre pagine, quel qualcosa che lo ha spinto a prenderci in mano, comprarci ed entrare di diritto nel nostro mondo narrativo. Grazie Stefania Crepaldi. Grazie di cuore.

Con il romanzo “bello e pronto” in mano…decido di partecipare alla prima edizione del concorso eLove Talent organizzato da Kobo Writing Life, in collaborazione con Harmony, storico brand di Romance di Harper Collins Italia.

La partecipazione al concorso prevede una fase di lettura dei romanzi da parte dei lettori, invitati anche a lasciare una recensione, poi a seguire la lettura e il giudizio di una giuria di esperti del settore. Madrina del concorso; la scrittrice Maria Venturi. Ed ecco la prima sorpresa.

Piovono presto le prime recensioni positive, ed entro poche settimane il romanzo è tra i più letti del concorso, addirittura si piazza tra i primi cinque finalisti, come deciso dalla giuria di esperti. La comunicazione mi arriva per email con il seguente testo (in breve): Il suo libro La sposa confusa si e distinto grazie alla qualità letteraria e all’originalità della storia.

Wow… il frutto acerbo è maturato. Finalmente!

Essere apprezzata da una casa editrice prestigiosa come la Harper Collins, a primo colpo è davvero strabiliante. Sottolineo primo, perché secondo me, non c’è nulla di più incoraggiante per chi si cimenta nella scrittura, di sapere che si può puntare in alto e raggiungere la meta desiderata anche senza dover attendere decine di anni, o la giusta raccomandazione.

Solo se si vuole fino in fondo una cosa, la si può ottenere. Crederci è comunque la mossa vincente.

Il sogno di diventare un’autrice Harmony, oggi è per me una realtà. Il 3 giugno 2019 esce in ebook L’amante della sposa.

Adesso è d’obbligo una parentesi molto intima. In cuor mio ho sempre sentito che ce l’avrei fatta. Non voglio peccare di immodestia perché di fatto sono l’opposto, ma giuro che dentro di me percepivo una vocina che mi incoraggiava a non mollare mai e ad attendere il momento della gloria.

Il primo posto del concorso Harmony non l’ho vinto io, ma la proposta di pubblicazione del romanzo… quella sì che è stata la mia grande vittoria.

La mia vocina aveva dunque ragione. Erano valsi a questo lo studio infaticabile, la sveglia alle 5 del mattino per scrivere, studiare leggere e rileggere decine di volte il testo. Alla fine, sacrificio, speranza e fiducia in me, mi hanno restituito ciò per cui ho lottato: il sogno di essere notata e pubblicata.

 

Conclusioni


Abbiamo visto come partecipare con un ottimo romanzo rosa al concorso eLove Talent. Spero che i miei consigli e l’esperienza di Liliana ti siano d’aiuto.

Prima di salutarci ci tengo a metterti in guardia su un aspetto fondamentale. Molti autori mi scrivono per ricevere una valutazione tecnica e spesso anche se l’esito della valutazione è negativo si ostinano a inviare il romanzo a un concorso.

A mio parere questo significa sprecare un’occasione d’oro per farsi notare. Prima di presentare il tuo romanzo a un concorso letterario come eLove Talent assicurati che sia la miglior versione della storia.

Non scrivere di getto o spinto solo dall’ispirazione del momento, altrimenti corri il grosso rischio di scrivere un romanzo poco coerente e credibile.

Ricorda che il punto di partenza è sempre la progettazione narrativa. Riflettendo sullo scheletro della storia riuscirai a dare una direzione concreta alla tua fantasia e a scrivere con maggiore consapevolezza.

Se sei in difficoltà, segui Progettazione su Misura. L’unico corso che ti aiuta a progettare il tuo romanzo dall’inizio alla fine, senza limitare la tua creatività.

Ti auguro di raggiungere il successo letterario che meriti,

Stefania