Il punto di vista nei romanzi: come trovare la giusta prospettiva

Il punto di vista è uno degli aspetti più complessi e complicati da padroneggiare, quando si scrive un romanzo.

In questi ultimi anni ho capito che molti autori hanno grossi problemi nell’impostare il punto di vista, per questo ho deciso di scrivere questo articolo.

Di seguito trovi gli errori più comuni riguardo il punto di vista, quelli che ad alcuni autori hanno compromesso l’intero romanzo dopo anni di scrittura. Ho corredato ciascun errore con esempi pratici per aiutarti a capire meglio il ragionamento di base e correggere da solo la tua bozza.

Ti consiglio di leggere l’articolo fino alla fine, perché ti svelo anche qual è l’unica strategia efficace che ti permette di prevenire questi errori, risparmiare tempo durante la revisione e ragionare in modo consapevole sul punto di vista da inserire.

punto di vista

Che cos’è il punto di vista?

Il punto di vista è la prospettiva da cui decidi di mostrare la storia che vuoi raccontare ai tuoi lettori. La funzione di mantenere questa posizione viene data alla voce narrante della storia, quindi al narratore.

Quando si inizia a scrivere un romanzo bisogna aver bene chiaro il tipo di narratore più adatto per raccontare la vicenda.

Il rischio è di commettere errori grossolani, che vanno a influire sulla credibilità della storia, spezzando l’incantesimo della lettura e riportando il lettore alla realtà.


Errori comuni

 

1. L’ingerenza dell’autore

Nei romanzi che mi capita di valutare trovo molto spesso quest’errore.

Se hai scelto di far raccontare la tua storia da un narratore interno o esterno alla vicenda, utilizzando quindi la prima o la terza persona singolare, non devi mai fare capolino nella storia, non devi mai svelare la tua presenza di scrittore.

Ti faccio un esempio (quello segnato in rosso è l’errore di punto di vista).

Io, in quanto autrice, ho deciso di narrare la storia di Lorenzo. Lorenzo è un bambino di dieci anni che assiste ad un omicidio per puro caso. Da quel momento l’assassino gli darà la caccia, condannandolo all’esilio.

Qual è il punto di vista più efficace per narrare la storia di questo bambino in fuga?

Decido di scegliere il narratore interno, alla prima persona singolare. E decido di identificare narratore e protagonista della vicenda: perciò la storia deve essere raccontata al lettore solo attraverso la voce, i pensieri e i gesti di un bambino di dieci anni.

“La mamma me lo ripeteva sempre che non dovevo essere curioso. La curiosità uccise il gatto!, mi diceva. Ma a me non mi piaceva ascoltare la mamma, a me mi è sempre piaciuto fare di testa mia. Quel giorno ero curioso, volevo sapere chi era stato a fare tutto quel baccano nel buio del vicolo, proprio vicino vicino a dove stavo giocando a palla. Mi sono avvicinato e ho visto un signore che era caduto per terra, con le mani tutte immerse in una chiazza gialla, che assomigliava tanto al vomito del mio gatto, che si chiama Micio. Poi da un punto più in fondo ho visto sbucare una pistola. So che era una pistola perché papà ne ha una nascosta nel cassetto del comodino, anche se lui pensa che io non lo sappia. La pistola ha sparato. L’uomo è caduto proprio all’improvviso nella pozza che a me sembrava vomito di gatto. Io mi sono sentito tanto spaventato, e mi sono messo a correre. Ma mi sono ricordato del pallone e sono tornato a prenderlo. Mentre lo cercavo nel vicolo, un uomo con un cappello è sbucato dal buio e io mi sono preso ancora più paura. Ho lasciato perdere il pallone e sono corso di nuovo via, veloce come un fulmine. Ma il bambino non si accorge di avere sbagliato: sopra al pallone ci sono scritti il suo nome e cognome.”

Come puoi vedere, in questo pezzo c’è un’ingerenza di punto di vista.

Se ho scelto di far narrare la storia di Lorenzo dal punto di vista di Lorenzo stesso, con tutti i suoi limiti, le ripetizioni e gli errori lessicali di un bambino di dieci anni, non posso cambiare totalmente prospettiva e inquadratura della storia nella parte finale.

 

2. Sbalzi dall’interno all’esterno

“(…) Mentre lo cercavo nel vicolo, un uomo con un cappello è sbucato dal buio e io mi sono preso ancora più paura. Ho lasciato perdere il pallone e sono corso di nuovo via, veloce come un fulmine. Troppe volte la palla gli era stata rubata e lui si era stufato.”

Un altro errore comune è scegliere un narratore interno in prima persona e poi creare queste strane miscele.

Se il mio narratore è in prima persona ed è anche il protagonista della storia che sta cercando di raccontare al lettore, nessuno può conoscere i reali sentimenti e i pensieri di Lorenzo, tranne Lorenzo stesso.

Quest’aggiunta: “Troppe volte la palla gli era stata rubata e lui si era stufato.” chi la pronuncia? Come fa a sapere se Lorenzo si era o meno stufato? Come fa a conoscere i dettagli dell’interno del personaggio e portarli all’esterno?

 

3. Cambi di punto di vista all’interno di uno stesso paragrafo

“Mi sono avvicinato e ho visto un signore che era caduto per terra, con le mani tutte immerse in una chiazza gialla, che assomigliava tanto al vomito del mio gatto, che si chiama Micio. Non mi sparerà mai. Sta bluffando, lo so. Io gli servo. Sono sempre stato il suo migliore socio in affari e non troverà mai nessuno leale quanto me!

Un altro errore frequente è passare dal punto di vista di un personaggio a un altro nello stesso paragrafo.

Un attimo prima stava parlando Lorenzo, il solo e unico narratore della storia, e un attimo dopo si insinua un altro pensiero, di un altro personaggio.

Chi legge capisce che a pensare è stato il tizio che sta per essere ucciso, ma allo stesso tempo chi legge si chiede anche “Lorenzo come fa a sapere quel che pensa Tizio? Legge nel pensiero? Mi sa che lo scrittore non ha le idee chiare…”

Fai attenzione!

Esistono bellissimi romanzi scritti utilizzando la tecnica del punto di vista multiplo, come ad esempio La Dama e l’Unicorno di Tracy Chevalier. Altri romanzi puoi trovarli su #IoLeggo. La scrittrice ha scelto in modo ragionato di raccontare la storia seguendo quattro inquadrature diverse, scrivendo un capitolo per personaggio.


Quale strategia adottare?

Non si mescolano mai due punti di vista diversi nello stesso paragrafo o, peggio ancora, nella stessa storia. E l’unica strategia che reputo affidabile e risolutiva per evitare di compiere errori di punto di vista è quella di progettare la struttura del tuo romanzo.

Modellarlo pezzo per pezzo, fino a quando non avrai ben chiaro, prima di iniziare la stesura scritta, che cosa deve esserci e cosa no, qual è il punto di vista più consono per l’idea che un giorno ti è entrata con prepotenza nella testa, se è meglio inserire un dialogo o un pensiero di quel personaggio.

Se sei alle prime armi con la scrittura narrativa, devi padroneggiare appieno la storia che vuoi scrivere, in questo modo ti sentirai più sicuro durante la stesura e la prima revisione.

Se hai finito di scrivere il tuo romanzo e hai il dubbio di aver commesso errori di punto di vista, inviamelo e riceverai presto (gratuitamente) la mia Scheda di Valutazione Tecnica.

Ti auguro di raggiungere il successo letterario che meriti,

Stefania

*Immagine di copertina: Disegno di Paul Gavarni dalla serie Carnival da Le Diable à Paris, volume 2, Parigi 1868.